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Cronaca

Roma, migliaia in piazza contro la remigrazione

Migliaia di persone hanno partecipato oggi, 13 giugno, ai cortei antifascisti organizzati nella Capitale per contestare la manifestazione dell’ultradestra a sostegno della proposta di legge sulla cosiddetta “remigrazione”. Le mobilitazioni, promosse da reti sociali, collettivi studenteschi, associazioni civiche, sindacati e movimenti per il diritto all’abitare, hanno attraversato diversi quartieri della città, richiamando cittadini, studenti, lavoratori e famiglie.

Uno degli episodi più simbolici della giornata si è verificato davanti al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, in piazzale Porta Pia, dove alcuni manifestanti hanno incendiato una ruspa e un carro armato realizzati in cartone e hanno versato sacchi di letame. Un gesto dimostrativo rivolto contro le politiche del governo e, in particolare, contro il ministero guidato da Matteo Salvini.

Dal Verano a Porta Pia: “Contro guerra, razzismo e sfruttamento”

Da piazzale del Verano è partito il corteo promosso da Osa e dai Movimenti per l’Abitare, diretto verso Porta Pia. I partecipanti hanno denunciato quella che definiscono una deriva “razzista, securitaria e fascista” nelle politiche nazionali.

“Siamo qui per smascherare i reali responsabili di questa deriva”, ha dichiarato una manifestante, puntando il dito contro il governo e contro le misure sulla sicurezza e sulla gestione dell’immigrazione. Nel corso della manifestazione sono stati esposti striscioni e slogan contro la guerra, il razzismo e le disuguaglianze sociali.

Tra i partecipanti anche cittadini che hanno sottolineato come le difficoltà economiche e abitative non siano attribuibili alla presenza degli immigrati, ma alle condizioni di sfruttamento e precarietà. “I nemici di chi lavora non sono gli stranieri, ma chi sfrutta e affama la gente”, ha affermato uno dei manifestanti.

Il corteo antifascista dal Colosseo

Un secondo grande corteo è partito dall’area del Colosseo, organizzato da una vasta rete di associazioni, partiti, enti del terzo settore e sigle sindacali e studentesche. Tra le organizzazioni presenti figuravano CGIL, ANPI, Arci e altre realtà del mondo antifascista romano.

Il corteo ha attraversato i Fori Imperiali fino a piazza Vittorio Emanuele II. In strada si sono visti studenti, famiglie con bambini, lavoratori e attivisti, accomunati dalla volontà di ribadire i valori dell’antifascismo, dell’inclusione e della convivenza civile.

Sicurezza rafforzata in tutta la città

La giornata ha visto la contemporanea presenza di quattro diverse manifestazioni. Oltre ai due cortei antifascisti e alla mobilitazione dell’ultradestra a Prati, si è svolta anche una manifestazione organizzata da Pro Vita & Famiglia.

Per garantire l’ordine pubblico, la Questura ha predisposto un imponente dispositivo di sicurezza con circa duemila uomini tra forze dell’ordine e militari. I controlli sono stati effettuati anche dall’alto mediante droni ed elicotteri. Le autorità prevedevano la partecipazione complessiva di circa 20 mila persone.

Al centro del confronto la proposta sulla remigrazione

Le proteste sono nate in risposta al corteo organizzato a Prati da gruppi dell’area dell’ultradestra, tra cui CasaPound e Rete dei Patrioti, a sostegno della proposta di legge popolare denominata “Remigrazione e Riconquista”.

Secondo i promotori, il progetto punta a incentivare il ritorno nei Paesi d’origine degli immigrati attraverso accordi e sostegni economici. I contestatori, invece, ritengono che la proposta rappresenti un tentativo di introdurre nel dibattito pubblico teorie identitarie proprie dell’ultradestra internazionale e denunciano il rischio di discriminazioni fondate sull’origine etnica o nazionale.

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