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Regione, vitalizi nel fondo per i poveri

NAPOLI (di Attilio Iannuzzo) – Una proposta di legge per chiedere la rinuncia all’indennità di fine mandato ai consiglieri regionali della Campania e costituire un fondo di contrasto alla povertà. L’iniziativa è di Corrado Gabriele, attualmente nel gruppo misto della regione Campania ed all’opposizione della giunta Caldoro. Il calcolo è semplice: La “buonuscita” è pari ad una mensilità per ogni anno di consiliatura, per un massimo di sedici mensilità: secondo la previsione economica finanziaria, il totale da immettere nel deposito ammonta a 4mln e mezzo di euro. Cioè una mensilità pari a circa 15mila euro lordi per 5 anni. Per essere chiari parliamo di 75mila euro che moltiplicato i per sessanta consiglieri della regione Campania fanno un totale appunto di 4mln e mezzo di euro. L’analisi di alcuni dati indicano come la situazione di “povertà assoluta” riguardi circa il 12% delle famiglie che risiedono sul territorio regionale, stessa percentuale per quelle considerate “appena povere”.  “La riduzione della spesa per il trattamento economico di fine mandato dei consiglieri regionali – ha spiegato Corrado Gabriele – comporterebbe un risparmio di alcuni milioni di euro che potrebbero essere utilmente collocati su un apposito capitolo di spesa per iniziative di sostegno economico. Inoltre, visto che nel Paese prevale l’idea che la riduzione dei costi della politica possa contribuire alla riduzione della spesa pubblica ma anche al miglioramento dei servizi offerti alla popolazione, ritengo che questa legge possa essere la dimostrazione della volontà di azzerare il divario fra istituzioni e cittadini. Questa proposta di legge – aggiunge Gabriele – tende a interpretare un diffuso senso di distanza tra le istituzioni, intese come i rappresentati dei cittadini, e i bisogni espressi dai cittadini stessi. Sempre più persone, infatti, ritengono che i trattamenti economici dei rappresentanti istituzionali, siano essi parlamentari nazionali/europei  o consiglieri regionali, siano oltremodo spropositati in particolar modo in un periodo di così dura crisi economica e sociale”. Riguardo al “fondo per il contrasto della povertà” come misura simbolica ma concreta seppur nella sua straordinarietà, è necessario ricordare alcuni dati relativi al divario tra la nostra regione ed il resto del Paese anche sotto l’aspetto delle condizioni di povertà: in Italia circa il 5% delle famiglie sono definite “sicuramente povere” (spesa per consumi più bassa del 20% rispetto alla linea di povertà), mentre in Campania tale situazione riguarda quasi il 12% dei nuclei familiari. Le famiglie cosiddette “appena povere”, sono collocate intorno al 6% in Italia mentre sono al 12% in Campania. A livello nazionale, le famiglie a forte rischio di povertà “quasi povere” sono l’8%; in Campania sono pari al 13%. ( Il Mattino)

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