Regionali in Campania 2025: Roberto Fico vince con un margine storico. Centrosinistra oltre il 59%, crolla l’affluenza
Le elezioni regionali del 23 e 24 novembre 2025 ridisegnano la mappa politica della Campania. Le proiezioni e i primi dati dello spoglio confermano una vittoria ampia e definita di Roberto Fico, candidato del centrosinistra, che supera il 59% dei consensi, distaccando in modo netto il candidato del centrodestra Edmondo Cirielli, fermo tra il 35% e il 37%.
Partecipazione ai minimi: solo il 44% alle urne
Il dato più allarmante dell’intera consultazione è l’affluenza. Solo il 44% degli elettori si è recato ai seggi, segnando un calo di oltre dieci punti rispetto alle regionali 2020.
Un segnale evidente di disaffezione e difficoltà di mobilitazione, che apre interrogativi sul legame tra politica e territorio.
Proiezioni: un vantaggio mai in discussione
Già dai primi instant poll il quadro appariva chiaro: Fico veniva accreditato di un risultato compreso tra il 56% e il 60%, con il suo avversario molto più indietro. Le proiezioni successive hanno confermato la tendenza:
Fico attorno al 59,5%,
Cirielli intorno al 35%,
gli altri candidati tra il 2% e il 4%.
Un margine che non solo assegna la presidenza a Fico, ma consegna alla sua coalizione un ampio premio di maggioranza in Consiglio regionale.
Una competizione a sei, ma una sfida a due
La campagna elettorale ha visto la presenza di sei candidati sostenuti complessivamente da venti liste.
Il centrosinistra si è presentato compatto, con PD, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, liste civiche e movimenti moderati.
Il centrodestra si è invece schierato con Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e liste civiche collegate.
Fuori dai giochi il presidente uscente Vincenzo De Luca, impossibilitato per legge a ricandidarsi, ma alcune componenti civiche vicine al suo progetto sono confluite nel fronte a sostegno di Fico.
Significato politico del risultato
La vittoria di Roberto Fico assume un valore multiplo:
Per il centrosinistra, rappresenta una conferma importante in una regione decisiva e demograficamente pesante.
Per il Movimento 5 Stelle, segna un successo storico: Fico diventa uno dei rappresentanti più autorevoli del partito a guidare una regione.
Per il centrodestra, invece, è un segnale di difficoltà: la distanza di oltre 20 punti sottolin , ma con un nodo: l’astensione
Nonostante il risultato netto, il nuovo presidente dovrà fare i conti con un dato critico: una partecipazione sotto il 45% rischia di ridimensionare sul piano simbolico la forza del mandato.
Il successo elettorale, per quanto ampio, poggia su una base elettorale più ridotta rispetto al passato.
Partecipazione ai minimi: solo il 44% alle urne
Il dato più allarmante dell’intera consultazione è l’affluenza. Solo il 44% degli elettori si è recato ai seggi, segnando un calo di oltre dieci punti rispetto alle regionali 2020.
Un segnale evidente di disaffezione e difficoltà di mobilitazione, che apre interrogativi sul legame tra politica e territorio.
Proiezioni: un vantaggio mai in discussione
Già dai primi instant poll il quadro appariva chiaro: Fico veniva accreditato di un risultato compreso tra il 56% e il 60%, con il suo avversario molto più indietro. Le proiezioni successive hanno confermato la tendenza:
Fico attorno al 59,5%,
Cirielli intorno al 35%,
gli altri candidati tra il 2% e il 4%.
Un margine che non solo assegna la presidenza a Fico, ma consegna alla sua coalizione un ampio premio di maggioranza in Consiglio regionale.
Una competizione a sei, ma una sfida a due
La campagna elettorale ha visto la presenza di sei candidati sostenuti complessivamente da venti liste.
Il centrosinistra si è presentato compatto, con PD, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, liste civiche e movimenti moderati.
Il centrodestra si è invece schierato con Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e liste civiche collegate.
Fuori dai giochi il presidente uscente Vincenzo De Luca, impossibilitato per legge a ricandidarsi, ma alcune componenti civiche vicine al suo progetto sono confluite nel fronte a sostegno di Fico.
Significato politico del risultato
La vittoria di Roberto Fico assume un valore multiplo:
Per il centrosinistra, rappresenta una conferma importante in una regione decisiva e demograficamente pesante.
Per il Movimento 5 Stelle, segna un successo storico: Fico diventa uno dei rappresentanti più autorevoli del partito a guidare una regione.
Per il centrodestra, invece, è un segnale di difficoltà: la distanza di oltre 20 punti sottolin , ma con un nodo: l’astensione
Nonostante il risultato netto, il nuovo presidente dovrà fare i conti con un dato critico: una partecipazione sotto il 45% rischia di ridimensionare sul piano simbolico la forza del mandato.
Il successo elettorale, per quanto ampio, poggia su una base elettorale più ridotta rispetto al passato.

