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Racket, imposto il pizzo a lumi votivi del cimitero

Arresti per camorra

NAPOLI – In vista della ricorrenza di Ognissanti e dei defunti, a Napoli controlli contro il racket delle luminarie cimiteriali. La Squadra Mobile della Questura partenopea ha arrestato due estorsori, di cui uno sorvegliato speciale e l’altro incensurato. In manette Gennaro Di Costanzo, 44 anni, di Pozzuoli, personaggio di spicco della camorra flegrea, fratello del boss Giovanni ucciso nel 1989 nella cosidetta “Strage del Molosiglio”, e Gennaro Fiore, 21 anni, napoletano senza precedenti, che ora devono rispondere di tentata estorsione con il metodo mafioso. I due si erano presentati qualche giorno fa in un’azienda che gestisce le luci votive all’ interno del cimitero di Pozzuoli, chiedendo il ‘pizzo’ per gli ‘amici di Pozzuoli, cioe’ per il sostentamento di detenuti, minacciando alcuni operai di gravi ripercussioni in caso di rifiuto del titolare. Dell’episodio sono venuti a conoscenza gli agenti della sezione antiestorsione della Mobile che hanno approntato una trappola, scattata ieri, intorno a mezzogiorno. Gennaro Di Costanzo e Gennaro Fiore, dopo avere nuovamente minacciato un operaio, hanno chiesto di incontrare il responsabile della ditta. Mentre l’ incensurato si e’ piazzato davanti alla porta d’ingresso degli uffici, per impedire l’accesso ad altre persone, il pregiudicato ha avanzato per l’ennesima volta la richiesta di un ‘pensiero’ per gli ‘amici di Pozzuoli’. Immediatamente sono intervenuti i poliziotti che li hanno arrestati, nonostante la loro violenta reazione. Gennaro Di Costanzo, con precedenti per reati contro il patrimonio, libero vigilato in quanto ritenuto socialmente pericoloso, era gia’ arrestato per estorsione nel 2004 e condannato a 3 anni di reclusione.

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