Politica

Parte la “Lista Arancione”, una gamba del Quarto Polo

NAPOLI (di Giuliano Pennacchio) – Alla Maison de il Mediterraneo, luogo emblematico della diplomazia dal basso ed incontro tra i popoli, ai nastri di partenza la Lista Arancione di Luigi De Magistris. A battesimo dell’appuntamento presenti due assessori della Giunta Comunale di Napoli, Pina Tommassielli e Benardino Tuccillo. Una platea attenta con più di cento partecipanti. L’obiettivo dichiarato è quello di costruire una grande partecipazione per l’appuntamento romano del 12 dicembre, giorno del varo del Movimento Arancione su scala nazionale. Tanti interventi, tutti a sostegno delle ragioni dell’alternativa, del rinnovamento della politica, in difesa dell’autonomia della magistratura.

Luigi De Magistris ha chiarito molto bene le prossime mosse: la nascita del nuovo movimento è rivolta innanzitutto a tutta l’IdV, per una rigenerazione, per una rifondazione. Il sindaco di Napoli, va oltre, affermando che bisogna ostruire una lista fuori dal centro sinistra che metta insieme anche forze di sinistra, settori del civismo, a partire da quelle energie che si sono coagulate nella giornata del 1 dicembre a Roma nell’assemblea di ‘Cambiare si può’. De Magistris
ipotizza che nel Paese vi sia tanto spazio politico per una aggregazione che punti al superamento del liberismo e dell’agenda del governo Monti. Azzarda,anzi, la nascita di una nuova forza politica di alternativa subito dopo le elezioni politiche di primavera. Il rapporto con il PD è più sfumato; viene rimandato all’esito del risultato elettorale del prossimo anno.

Nella discussione è intervenuto anche un rappresentante del PRC (unico partito, oltre l’IDV, presente) che si è soffermato nella necessità di costruire un’alternativa al grillismo e al tecnicismo del governo dei professori. La
costruzione di un Quarto Polo (formato da il Movimento Arancione, Italia del Valori, Rifondazione Comunista, Settori Civici), può dare una grande speranza al popolo dell’acqua pubblica, dei beni comuni, della difesa dell’articolo 18 e costruire un Paese più giusto.

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