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Open Arms, assoluzione di Salvini: Nordio invoca risarcimenti per gli errori giudiziari

La sentenza di primo grado che ha assolto il vicepremier Matteo Salvini dalle accuse di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio nel caso Open Arms ha scatenato un acceso dibattito politico e giuridico. “Questo processo, fondato sul nulla, non si sarebbe nemmeno dovuto iniziare”, ha dichiarato il ministro della Giustizia Carlo Nordio, sottolineando la necessità di risarcire chi subisce danni personali e reputazionali a causa di errori giudiziari. Il processo Open Arms, iniziato tre anni fa, riguardava la decisione dell’allora ministro dell’Interno Salvini di impedire lo sbarco di migranti soccorsi dalla nave della ONG spagnola nel 2019. L’accusa sosteneva che quella scelta rappresentasse un abuso di potere e configurasse un sequestro di persona. Tuttavia, il Tribunale di Palermo ha stabilito che “il fatto non sussiste”, assolvendo Salvini con formula piena.

Il verdetto ha dato slancio alle critiche del centrodestra verso la magistratura. Salvini, visibilmente soddisfatto, ha definito il processo una prova della necessità di riformare il sistema giudiziario italiano. “Ora servono la separazione delle carriere e la responsabilità civile dei giudici”, ha dichiarato il leader della Lega durante un’uscita pubblica a Roma. La premier Giorgia Meloni ha espresso solidarietà al suo vicepremier, evidenziando l’infondato delle accuse. Nordio, da parte sua, ha criticato duramente la decisione politica di autorizzare il procedimento, considerandola in contrasto con la legge costituzionale che tutela i ministri nell’esercizio delle loro funzioni.

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