Omicidio Giogiò, ridotta la pena per l’assassino. Daniela Di Maggio: «Il perdono non mi appartiene, mio figlio è polvere»
La tragedia che ha colpito la famiglia di Giovanbattista Cutolo, il giovane musicista napoletano ucciso in piazza Municipio a fine agosto 2023, continua a suscitare dolore e indignazione. Dopo la notizia della riduzione di pena concessa all’assassino del giovane, Daniela Di Maggio, madre di Giogiò, come era affettuosamente chiamato, ha espresso il suo dolore e la sua disapprovazione in un’intervista rilasciata al Tg1 Rai. Il responsabile dell’omicidio, un minorenne, è stato condannato in primo grado a 20 anni di carcere con rito abbreviato. Tuttavia, la sua scelta di rinunciare all’appello ha comportato un’ulteriore riduzione della pena di un sesto, portandola così a circa 17 anni. La buona condotta, inoltre, potrebbe abbreviare ulteriormente il tempo che il giovane passerà in prigione.
Daniela Di Maggio non nasconde l’amarezza per quella che considera un’ingiustizia. “L’ho presa ovviamente male,” ha dichiarato. “Il pubblico ministero aveva chiesto l’ergastolo, come sarebbe avvenuto se l’assassino fosse stato un adulto. Neanche 40 anni sarebbero giusti per quello che ha fatto a mio figlio. E adesso mio figlio è polvere, mentre il suo carnefice deve essere tutelato e riabilitato? Questo non lo posso accettare.” Le parole della madre sono intrise di un dolore inconsolabile, amplificato dal senso di ingiustizia per la riduzione della pena. “Il dono del perdono in questo momento non mi appartiene,” ha proseguito con voce ferma. “Come posso perdonare? Mio figlio non c’è più, e chi lo ha ucciso potrebbe uscire di prigione molto prima di quanto dovrebbe.” Riguardo alla possibilità di un pentimento da parte dell’assassino, Di Maggio si è detta scettica: “Me lo auguro, perché tutti dovrebbero avere la possibilità di redimersi, ma non credo sia possibile almeno per quello che si è mostrato fino ad oggi, sia lui che la sua famiglia.”

