Napoli, rinviata la festa per il terzo posto
NAPOLI (di Cristina Accardo) – Un solo punto per realizzare un sogno atteso da ventuno anni. Un pareggio contro la quart’ultima in classifica per poter brindare al terzo posto in classifica con due giornate di anticipo, e scacciare via i fantasmi dei preliminari di Champions. E invece no! Il Napoli a Lecce perde per 2 a 1 a pochi minuti dalla fine, salendo così a quota tre sconfitte in sole quattro giornate. Ancora sbronzi di euforia per la rimonta con la Lazio, il Napoli cade prima in casa con l’Udinese dicendo addio definitivamente allo scudetto; poi la sconfitta di Palermo, per abbandonare così il secondo posto; vittoria in extremis con il Genoa per restare ancorati alla terza posizione in classifica ed entrare dalla porta principale nell’Europa che conta. Oggi, 1 solo punto per festeggiare la grande ed inaspettata stagione, ed invece arriva la terza sconfitta ad opera di un Lecce con un piede in A ed uno in B. Se ad inizio campionato nessuno avrebbe scommesso sul Napoli, ora, a due giornate dalla fine, il quarto posto, risulterebbe una beffa per una squadra che, in un anno intero, ha saputo dare l’anima in ogni partita, meritandosi sul campo la posizione in classifica. Due partite per un punto; il sogno Champions passa sull’asse Milano – Torino.
L a partita – Un Napoli al completo al “Via del Mare” si trova davanti un Lecce bisognoso di punti per poter rimanere in Serie A. Sotto un caldo rovente prende via il match: il primo tiro ad impensierire è quello di Munari che vola sull’esterno della rete. Poco dopo è Cavani di testa ad impensierire il Lecce. Maggio, al 20’, viene fermato in area per fuorigioco ( posizione regolare dell’esterno azzurro ) solo davanti al portiere. Il Napoli va all’attacco ma i giallorossi prendono bene le misure ai solisti partenopei; Lavezzi, poco brillante, braccato da Tomovic non trova spazio per i suoi famosi sprint. Il primo tempo finisce con i fischi del pubblico verso l’arbitro, reo di non aver concesso un rigore ai padroni di casa, per un tocco di braccio da parte di capitan Cannavaro su tiro di Munari. La partita si fa viva nella ripresa quando al 3’ Campagnaro stende in area Olivera; rigore, Corvia va sul dischetto ed è rete. Il Lecce va in vantaggio, ma poco dopo, proprio l’uomo goal dei pugliesi becca il secondo cartellino giallo, per un fallo su Lavezzi. Il Napoli, in superiorità numerica, trova il pareggio con Mascara subentrato a Yebda. La partita del Napoli potrebbe essere in discesa, ma al 29’ l’inimmaginabile; Cavani già ammonito, dopo aver sbagliato un’occasione goal, commette un fallo su Olivera. Secondo giallo per il Matador ed espulsione; niente Inter! Sembra una partita che si avvia al pareggio, risultato sperato per il Napoli, grazie anche alle notizie incoraggianti che arrivano da Udine ( Udinese Lazio 2 -1), invece al 44’ Chevanton da poco entrato pesca un jolly dal cilindro con un tiro da fuori area che colpisce la traversa interna e supera la linea. Finisce 2 a 1 per i pugliesi con la festa rimandata, salvo imprevisti, a domenica prossima.
Il caso – Ma cosa accade in casa Napoli? Una favola durata 9 mesi sta per volgere alla fine, ma con un finale del tutto inaspettato. De Laurentis a fine gara ha parole poco felici per i suoi giocatori “Sono molto amaraggiato, tre sconfitte nelle ultime quattro gare è grave. Da fuori si aveva l’impressione che il Napoli sia venuto qui a Lecce per una scampagnata, questi giocatori non sono degni di indossare la maglia azzurra. E’ un comportamento scorretto anche nei confronti dei tifosi che hanno già riempito lo stadio per la partita contro l’Inter. Rischiamo di rovinare una stagione, arrivare quarti sarebbe un fallimento”. Intanto le parole di Mazzarri lasciano ben poco spazio all’immaginazione “Con De Laurentiis a livello personale ho un rapporto ottimo ma professionalmente è un altro conto ed è giusto che ci si fermi a tirare le somme per vedere se si può continuare assieme; Sono cambiati gli obiettivi e quindi arrivando alla Champions bisogna parlarne come si deve. Molte cose non posso ancora dirle. Se arrivassimo terzi o quarti gli scenari cambierebbero moltissimo e quindi anche i progetti. Non possiamo ridurre tutto ad un contratto perchè esistono delle valutazioni riguardo ai risultati che chi lo firma raggiunge o meno; non ho avuto nessun contatto con nessuno e non ho intenzione di averne fino a quando non parlerò con la mia società”.
