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Napoli, guerriglia urbana al Caffè Arabo

NAPOLI (di Daniela Sasso) – Si è consumata nel centro storico, a Piazza Bellini, l’aggressione a Majid, un dipendente del Caffè Arabo, questione di questi teppisti che, da un anno a questa parte, stanno frequentando la piazza.

bellini-aggressione-“Mentre litigavo con loro, qualcuno mi ha dato una botta, forse con una mazza di ferro, e mi è sceso del sangue. Ho avuto un sacco di botte sul fianco, sulla gamba ed in testa – sette otto punti. Hanno lanciato i tavoli su di me, ragazzini dai 18 ai 22 anni. In piazza c’era un sacco di gente, ma nessuno è intervenuto”.

Questa piazza è stata la prima a Napoli ad essere pedonalizzata, da più di 25 anni. La prima piazza in cui c’è una concentrazione di bar, di caffè letterari, di artisti, di studenti che si vuole godere questo piccolo gioiello. Da quando c’è la Ztl non c’è più la gestione della tranquillità di questa piazza.

Pertanto – ribadisce chi ha subito l’aggressione – chiediamo alle Autorità cittadine di aiutarci nella gestione e nel mantenimento dell’ordine pubblico della città.

L’uomo, nel tentativo di ripulire l’area circostante il bar, ha chiesto ad un gruppo di una ventina di ragazzi di non lanciare né rompere più bottiglie in quella zona. Ma la reazione, subito, è stata violenta. E quei ragazzini, in gruppo, l’hanno costretto a ritirasi all’interno del Caffè. È stato a quel punto che l’hanno colpito con una spranga di ferro alla testa.

L’uomo, quarantatreenne palestinese che da circa vent’anni lavora in quel bar, è stato trasportato all’ospedale e dimesso con otto punti di sutura al capo.

“È la prima volta che vengono colpiti i lavoratori della piazza. Fino ad oggi, c’erano stati episodi di risse e subbugli tra i giovani, ma nessuna violenza di questo tipo” – afferma Cinzia Musella, proprietaria del caffè orientale, insieme al socio Omar Suleiman.

 

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