Napoli e i giovani: la chiusura di A&M Bookstore segna la fine di un sogno
Dopo sei anni di attività, A&M Bookstore, la libreria nel cuore del centro storico di Napoli, chiude definitivamente i battenti. Un luogo che aveva rappresentato speranza e innovazione per due giovani librai, Anna Minucci e Andrea Ambrosino, che con determinazione e passione avevano deciso di investire nella loro città. Oggi, purtroppo, si arrendono a una realtà difficile: “Napoli non è una città per i giovani, ci trasferiamo al Nord”.
Anna e Andrea ripercorrono la loro avventura tra gli scaffali ormai vuoti e gli scatoloni pronti per la partenza. “Ero la prima a dire che non volevo portare le mie competenze al Nord. Volevo stare qua. Se io so fare qualcosa, la devo fare a Napoli”, racconta Anna, mentre cancella le scritte sulle pareti del locale che aveva ospitato il loro sogno. A&M Bookstore era nata a pochi passi dal Duomo, tra lo scetticismo di molti e l’entusiasmo di chi vedeva in questa iniziativa un segnale di rinascita per la città. “Quella che in molti avevano definito una follia era stata accolta con calore e speranza”, ricordano i due giovani librai, che hanno affrontato negli anni numerose difficoltà, in particolare durante il periodo del lockdown. “L’unico delle istituzioni che ci ha aiutato realmente è stato Francesco Emilio Borrelli”, afferma Andrea, ricordando come, nonostante l’incontro con Luigi De Magistris, le difficoltà economiche e burocratiche abbiano reso impossibile continuare l’attività. “Ci siamo sentiti soli, senza il supporto necessario per resistere in una città che, purtroppo, non offre abbastanza opportunità ai giovani imprenditori”. Il locale che ospitava la libreria ha ora un futuro incerto. “La maggior parte delle persone che si sono presentate per visionare il locale erano srilankesi, pachistani con calamite, supermarket o ristorazione varia”, racconta Andrea, sottolineando come l’anima culturale del posto rischi di andare perduta.
Mentre gli ultimi clienti varcano la soglia della libreria ormai chiusa, Anna e Andrea riflettono su quanto costruito e su chi li ha sostenuti. “Questo ci fa capire che almeno qualcosa l’abbiamo lasciato a questa città”, afferma Anna, mentre gioca con il figlio nato dal suo amore con Andrea. L’ultimo pensiero è rivolto a chi ha creduto nel loro sogno. “Non dimenticherò mai le persone che ci hanno aiutato veramente, che entrano qui dentro e piangono con noi. Pure quelle che ci hanno abbandonato. Anche quelle non le dimenticherò mai”, conclude Anna con un velo di amarezza.

