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Cronaca

Montefiorino, il giallo di Daniela Ruggi: quattro telefonate prima di sparire e due uomini risentiti dagli inquirenti

Si arricchisce di nuovi dettagli l’inchiesta sulla morte di Daniela Ruggi, la 32enne i cui resti sono stati ritrovati il 1° gennaio nella Torre Pignone. Gli ultimi accertamenti sui tabulati telefonici avrebbero consentito di ridefinire la data della scomparsa: il cellulare della donna si sarebbe spento alle 23 del 20 settembre 2024, e non il 18 settembre come inizialmente ipotizzato, senza più riaccendersi.

Le quattro telefonate prima del silenzio

Secondo quanto emerso, la sera del 20 settembre Daniela avrebbe effettuato quattro telefonate. La prima alla madre, alla quale nelle scorse settimane è stato richiesto un tampone per il test del Dna sul cranio rinvenuto nella torre. La seconda chiamata sarebbe stata indirizzata a Domenico Lanza, amico della 32enne e unico indagato nella prima fase delle indagini sulla scomparsa.

Le ultime due telefonate, di cui una senza risposta, sarebbero state effettuate verso un uomo residente a Montefiorino, mai emerso con particolare rilievo nelle prime settimane dell’inchiesta. L’uomo è stato ora nuovamente sentito dagli investigatori: una testimonianza che, se inizialmente era apparsa marginale, potrebbe oggi assumere un peso diverso alla luce dell’indagine per omicidio, aperta come atto dovuto.

Un secondo uomo ascoltato: “offriva passaggi e una doccia”

Oltre a lui, in queste ore sarebbe stato ascoltato anche un altro uomo, di circa 80 anni, che in diverse occasioni avrebbe offerto a Daniela passaggi in auto e la possibilità di fare una doccia presso la sua abitazione. Un rapporto che gli inquirenti stanno verificando nel dettaglio, per chiarire la natura dei contatti e accertare eventuali responsabilità o incongruenze nei racconti.

Gli investigatori stanno passando al setaccio le relazioni personali della 32enne, descritte da chi la conosceva come complesse e talvolta “opache”. Daniela aveva frequentato diversi uomini, alcuni dei quali sentiva quotidianamente al telefono. È proprio in questo intreccio di rapporti che si concentra ora l’attenzione della Procura.

Il test di gravidanza e il sogno di una famiglia

Un altro elemento che potrebbe rivelarsi cruciale risale a maggio 2024, quando Daniela si era fermata in farmacia per acquistare un test di gravidanza. La giovane aveva confidato più volte a conoscenti e vicini il desiderio di costruire una famiglia e diventare madre. Un sogno che, secondo alcune ipotesi investigative, potrebbe averla resa vulnerabile o averla esposta a persone con intenzioni poco chiare.

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