Mille persone in lacrime per salutare Daniele: commozione al funerale del piccolo tifoso del Napoli
Una folla silenziosa e commossa ha accompagnato l’ultimo saluto a Daniele Pisco, il 12enne che ha lasciato questa vita sabato 4 gennaio, dopo una lunga e difficile malattia. La chiesa dei Fiorentini, al Vomero, era gremita di amici, parenti e cittadini accorsi per rendere omaggio al giovane tifoso del Napoli, la cui storia ha toccato i cuori di tutta Italia.
All’uscita del feretro, un momento di forte emozione: lacrime, applausi e palloncini bianchi lanciati in cielo hanno salutato Daniele. La bara ha fatto prima tappa al centro sportivo del Napoli, a Castel Volturno, dove i giocatori azzurri si sono raccolti in preghiera, confermando il legame speciale che li univa a questo piccolo grande tifoso. Daniele non era un tifoso come tanti. La sua passione per il Napoli Calcio l’aveva portato a instaurare un rapporto personale con i giocatori, che lo consideravano un vero simbolo di forza e amore per la vita. La squadra ha dedicato a lui la vittoria contro la Fiorentina, un gesto che ha commosso i tifosi di tutta Italia. Antonio Conte, visibilmente colpito dalla scomparsa del ragazzo, non è riuscito a presentarsi in conferenza stampa dopo il match.
Il vicepresidente del Napoli, Edo De Laurentiis, era presente ai funerali e ha seguito l’intera cerimonia al fianco dei genitori di Daniele, stringendo loro le mani in un gesto di solidarietà e vicinanza. Uno dei momenti più toccanti della cerimonia è stato l’intervento del vescovo Mimmo Battaglia, che aveva un rapporto personale con Daniele. Durante l’omelia, il prelato non è riuscito a trattenere la commozione e ha voluto ricordare il ragazzo con una citazione della canzone di Francesco De Gregori, *La leva calcistica della classe ’68*: *”Non aver paura di tirare un calcio di rigore perché non è da questi particolari che si giudica un giocatore. Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia.” *”Daniele aveva coraggio, ma non solo per come ha affrontato la sua malattia. Era innamorato della vita, si preoccupava degli altri, cercava di proteggere chi lo amava dalla sua stessa sofferenza. Ora so che dal cielo continua ad abbracciare i suoi genitori e tutti noi.”
All’uscita del feretro, un momento di forte emozione: lacrime, applausi e palloncini bianchi lanciati in cielo hanno salutato Daniele. La bara ha fatto prima tappa al centro sportivo del Napoli, a Castel Volturno, dove i giocatori azzurri si sono raccolti in preghiera, confermando il legame speciale che li univa a questo piccolo grande tifoso. Daniele non era un tifoso come tanti. La sua passione per il Napoli Calcio l’aveva portato a instaurare un rapporto personale con i giocatori, che lo consideravano un vero simbolo di forza e amore per la vita. La squadra ha dedicato a lui la vittoria contro la Fiorentina, un gesto che ha commosso i tifosi di tutta Italia. Antonio Conte, visibilmente colpito dalla scomparsa del ragazzo, non è riuscito a presentarsi in conferenza stampa dopo il match.
Il vicepresidente del Napoli, Edo De Laurentiis, era presente ai funerali e ha seguito l’intera cerimonia al fianco dei genitori di Daniele, stringendo loro le mani in un gesto di solidarietà e vicinanza. Uno dei momenti più toccanti della cerimonia è stato l’intervento del vescovo Mimmo Battaglia, che aveva un rapporto personale con Daniele. Durante l’omelia, il prelato non è riuscito a trattenere la commozione e ha voluto ricordare il ragazzo con una citazione della canzone di Francesco De Gregori, *La leva calcistica della classe ’68*: *”Non aver paura di tirare un calcio di rigore perché non è da questi particolari che si giudica un giocatore. Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia.” *”Daniele aveva coraggio, ma non solo per come ha affrontato la sua malattia. Era innamorato della vita, si preoccupava degli altri, cercava di proteggere chi lo amava dalla sua stessa sofferenza. Ora so che dal cielo continua ad abbracciare i suoi genitori e tutti noi.”

