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Cronaca

Milano, proteste contro il “Remigration Summit”: scontri in centro tra manifestanti e polizia

Milano si è trasformata in un teatro di forte tensione politica e sociale durante la giornata di mobilitazione legata al cosiddetto “Remigration Summit”. Da un lato il corteo promosso dalla Lega insieme ai Patrioti europei, dall’altro le manifestazioni antagoniste organizzate da centri sociali, associazioni e partiti della sinistra. Il risultato è stato un pomeriggio segnato da scontri, cariche e uso di idranti e lacrimogeni.

Le prime tensioni si sono registrate poco dopo la partenza dei cortei di protesta. In via Borgogna, le forze dell’ordine sono intervenute per contenere un gruppo di manifestanti che tentava di forzare il blocco e raggiungere piazza Duomo. La risposta della polizia è stata immediata: getti d’acqua e lacrimogeni per disperdere la folla. Dall’altra parte, alcuni manifestanti hanno reagito lanciando petardi, fumogeni e bottiglie contro gli agenti.

Dopo i momenti più critici, il corteo antagonista ha arretrato, deviando su via Visconti di Modrone per riprendere il percorso autorizzato. Durante il tragitto si sono levati cori contro le istituzioni e contro la presenza dell’estrema destra in città. I diversi spezzoni si sono poi ricongiunti nei pressi del Palazzo di Giustizia, in corso di Porta Vittoria, raggiungendo una partecipazione stimata intorno alle cinquemila persone.

La manifestazione è quindi proseguita verso piazza Santo Stefano, ma una parte del corteo – composta in particolare da realtà dei centri sociali e gruppi antifascisti – ha deciso di continuare oltre, dirigendosi verso piazza Medaglie d’Oro, mantenendo alta la tensione.

Sul fronte opposto, il corteo della Lega ha preso il via da Porta Venezia con circa duemila partecipanti. Sotto lo slogan “Padroni a casa nostra”, la manifestazione ha attraversato il centro cittadino tra bandiere di partito e richiami ai temi dell’identità nazionale, della sicurezza e della difesa del Made in Italy. In testa al corteo anche un trattore simbolo della protesta del comparto agricolo, seguito da amministratori locali e rappresentanti istituzionali.

Le contro-manifestazioni si erano mosse già dalla mattina lungo corso Buenos Aires: un primo corteo da piazza Lima, aperto dallo striscione “Milano è migrante”, e un secondo raduno in piazza Argentina, legato in parte alla causa palestinese. Tra i partecipanti anche l’europarlamentare Ilaria Salis, che ha definito la remigrazione “un’idea neofascista”, ribadendo la necessità di contrastare iniziative considerate discriminatorie.

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