Mediterraneo, una terra di vita
Articolo e Servizio di Carlo Maria Alfarano
“Non dimentichiamo che il ciclo dell’acqua e il ciclo della vita sono una cosa sola”, con quest’aforisma il celebre oceanografo francese Jacques-Yves Cousteau ci ricorda ancora oggi l’intimo legame della nostra vita con l’acqua, il mare e gli oceani che tanto amava. Sua nipote, Alexandra nell’anno 2012 quando nacque sua figlia si rese conto che i fondali ricchi di biodiversità visitati col nonno Jacques erano scomparsi, decise di mobilitarsi per farli rinascere. La nascita della vita in terra è intimamente legato dal filo della passione per l’ecosistema marino e non dovrebbe esserlo solo per la famiglia Cousteau. Dovremmo infatti ricordare che siamo composti di acqua e oggi gli oceani hanno perso il 50% della biodiversità rispetto all’anno 1960 in cui gli oceani erano al 90%. Quali azioni poter intraprendere alla luce dei cambiamenti climatici che stanno pian piano acidificando i nostri mari? Oltre a piantare nuovi alberi sulla terra, dovremmo rendere il mare come un’immensa prateria di alghe e di piante acquatiche come la posidonia oceanica per immagazzinare la Co2. Le alghe e le piante mitigheranno i cambiamenti climatici favorendo la rinascita della vita marina e terreste con la ricomparsa dei cavallucci marini e dei ricci con il relativo riequilibrio dell’ecosistema marino. Alexandra Cousteau ha creato la fondazione “Oceans 2050” con lo scopo di rigenerare gli oceani nei prossimi 25 anni. Ma nel Mar Mediterraneo cosa sta accadendo? GLI IMPIANTI PILOTA IN ITALIA – Qualcosa si sta muovendo, lo spiega il Dottor Damiano Spagnuolo, Biotecnologo Marino e Ricercatore dell’Università di Messina e fondatore di Dynamic SeaWeed. Una società che offre consulenza e sviluppo per la creazione di impianti dedicati alle coltivazioni delle alghe. Attualmente ci sono venti impianti pilota in Italia. Le potenzialità sono tante e le alghe oltre a rigenerare il nostro mare sono un perfetto connubio “tra mare e terra”: sono infatti un ottimo fertilizzante che mitiga gli effetti del cambiamento climatico producendo fitormoni naturali
per la maturazione dei frutti. Purtroppo la burocrazia non aiuta e gli impianti nonostante i grandi benefici ambientali ed agroalimentari, stentano ad avviarsi in Italia. Oltre che in Italia, Dynamic Seaweed ha partecipato come partner scientifico ad una ricerca della Technical University of Denmark (DTU) per l’utilizzo dell’ alga Salicornia Asparagopsis taxiformis, come additivo per mangimi utilizzato per mitigare le emissioni di metano nel bestiame. Utilizzando il 2% di alghe nel mangime dei bovini.
LA STORIA E LA TRADIZIONE PER IL FUTURO DEL MEDITERRANEO – È possibile tornare al passato per vivere in un futuro di cibo sostenibile? La storia di Michela Cariglia lo conferma. La definirei contadina del mare, una donna come il 60% dei coltivatori di alghe nelle Filippine, Madagascar ed Indonesia. La donna è generatrice, come il mare, porta nel suo grembo per 9 mesi una vita che vedrà la luce. E la storia di tradizione di Michela si è rigenerata con la conoscenza di Donna Rita De Cristofaro, la prima donna acquacoltrice del Gargano che le ha donato un pannolino filato col bisso delle cozze con cui Donna Rita ha avvolto i suoi figli e Michela per tradizione ha fatto altrettanto. Un filato prezioso, che si utilizzava per gli abiti dei regnanti e diffuso nel Gargano. Lo iodio presente nel filato del pannolino stimola il distacco della placenta provocando il vagito del neonato: il battesimo del mare. L’attività imprenditoriale di Michela inizia con le ricerche storiche di Padre Manicone e Plinio il Vecchio. L’azienda agricola benefit della famiglia Cariglia “Il Consorzio Gargano Pesca”, unisce sostenibilità ed innovazione ambientale marina e terrestre producendo in Acquacoltura Multi-Trofica Integrata: pesci, molluschi, spugne, mitili ed alghe in un sistema di economia circolare. L’azienda riutilizza i gusci delle cozze per gli allevamenti di galline ed ha sviluppato con l’azienda “Acquacloud” la pista d’atletica delle Olimpiadi Parigi 2024. Le spugne dopo il loro ciclo di vita vengono utilizzate in agricoltura per la pacciamatura dei pomodori e delle melanzane.
DOMENICO SCHIANO, IL PESCATORE DIVULGATORE DELL’ISOLA D’ISCHIA – Domenico è una stella sul social network Tik Tok, conta 5.400.000 di preferenze sui video, è seguito da 277.290 utenti, pesca con le reti a maglia larga per salvare il pescato di piccolo taglia. Si accontenta. Da pescatore racconta la sua filosofia di pesca orientata verso un pescato giornaliero di 10 kg, per favorire la sostenibilità del suo amato Mar Mediterraneo.
L’Isola d’Ischia soffre dell’acidificazione delle acque dovute alle acque termominerali. Domenico insieme ad altri pescatori collabora al laboratorio di trasformazione dello chef Pasquale Palamaro denominato “Marificio”, un vero e proprio salumificio del mare che utilizza come materie prime il pescato povero e sostenibile. Si realizzano vari salumi innovativi, utilizzando le specie marine che le pescherie scartano per il poco margine di guadagno rispetto alla specie più richieste pescate dai grandi pescherecci. Per Domenico il futuro del mare è compromesso, ma attraverso i social e la divulgazione di specie meno conosciute e autoctone, sta sensibilizzando il mondo con la bellezza del mare.
Nella lettera Enciclica “Laudato sì” scritta da Papa Francesco dedicata alla cura della casa comune, si legge: “C’è la nostra oppressa e devastata terra, che «geme e soffre le doglie del parto» (Rm 8,22). Dimentichiamo che noi stessi siamo terra (cfr Gen 2,7). Il nostro stesso corpo è costituito dagli elementi del pianeta, la sua aria è quella che ci dà il respiro e la sua acqua ci vivifica e ristora. Se noi ci accostiamo alla natura e all’ambiente senza questa apertura allo stupore e alla meraviglia, se non parliamo più il linguaggio della fraternità e della bellezza nella nostra relazione con il mondo, i nostri atteggiamenti saranno quelli del dominatore, del consumatore o del mero sfruttatore delle risorse naturali, incapace di porre un limite ai suoi interessi immediati.”

