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Cronaca

Maturità 2026: via libera alla riforma, ecco tutte le novità

Il Consiglio dei ministri ha approvato la riforma dell’esame di Stato, che dal 2026 tornerà ufficialmente a chiamarsi esame di maturità. Il provvedimento, presentato dal ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara, introduce modifiche significative soprattutto nella prova orale, con l’obiettivo – secondo le parole del ministro – di renderla “più seria e più serena”. La principale novità riguarda il numero delle materie: saranno soltanto quattro, come avveniva negli anni Ottanta. La scelta delle discipline spetterà al ministero, che le comunicherà già a gennaio, permettendo agli studenti di prepararsi con maggiore anticipo.

Il decreto stabilisce inoltre che chi rifiuterà di sostenere l’orale o farà scena muta volontariamente sarà bocciato, a prescindere dai risultati ottenuti nelle altre prove. Una misura che vuole sottolineare l’importanza del colloquio finale come momento imprescindibile dell’esame. La commissione d’esame sarà composta da cinque membri anziché sette: due commissari esterni, due interni e un presidente. Non cambiano i punteggi delle singole prove, ma viene introdotta una novità: la commissione potrà assegnare fino a tre punti aggiuntivi per consentire agli studenti di raggiungere il massimo di cento.

Un altro aspetto importante riguarda la gestione dei risultati: gli esiti delle prove scritte non saranno comunicati prima dell’orale, che quindi diventa il momento conclusivo e decisivo dell’intero percorso. Il decreto interviene anche sugli esami integrativi per chi cambia scuola, semplificandone l’organizzazione. La riforma segna un ritorno al modello di maturità degli anni Ottanta, con meno materie all’orale e una commissione più snella. “Un esame più equilibrato, che valorizza il merito e riduce la pressione sugli studenti”, ha dichiarato Valditara.

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