M5S, il congresso ridefinisce il Movimento
Una pagina storica per il Movimento 5 Stelle si apre con la due giorni dell’assemblea costituente “Nova”, il primo congresso ufficiale nei 15 anni di storia del partito. Con l’obiettivo di ridefinire la propria identità e la collocazione politica, il M5S chiama a raccolta i suoi iscritti per una serie di votazioni cruciali, che termineranno domenica alle ore 15, con i risultati attesi subito dopo. Tra i temi centrali della consultazione, spicca la possibile eliminazione del ruolo di Beppe Grillo come garante del Movimento, la modifica della regola del limite dei due mandati e la collocazione del M5S nello spettro parlamentare. Quest’ultima questione apre il dibattito sulle alleanze future, con particolare attenzione al rapporto con il Partito Democratico, che Giuseppe Conte ha definito come un interlocutore possibile, ma con paletti ben chiari: «Non significa mettersi sotto l’ala protettiva del PD. Noi restiamo autonomi con i nostri principi non negoziabili», ha dichiarato l’ex premier.
La kermesse non è iniziata senza tensioni. Un gruppo di circa venti contestatori ha interrotto il discorso inaugurale di Giuseppe Conte, scandendo slogan come “Onestà” e “Trasparenza”, contestando la gestione delle procedure di voto e chiedendo le dimissioni del leader. Tra i presenti, alcuni indossavano maglie con i volti di Grillo e Gianroberto Casaleggio, simboli del Movimento delle origini. «Siete come il PD, due mandati e a casa», hanno gridato, facendo eco alla critica di chi teme un allontanamento dai principi fondativi del Movimento. Per Conte, la sfida è cruciale. L’ex premier punta a un rilancio del Movimento in chiave progressista, abbandonando la retorica del “né di destra né di sinistra”. Tuttavia, ha chiarito che, in caso di sconfitta della sua linea, non esiterà a fare un passo indietro: «Sono pronto a trarne le conseguenze», ha dichiarato dal palco di Nova.
Un elemento chiave per il successo dell’assemblea è il quorum necessario per approvare le modifiche statutarie, che richiede la partecipazione della metà più uno degli aventi diritto al voto. Grazie a una revisione del database degli iscritti, che ha portato il numero da 170.000 a circa 89.000 membri attivi, il quorum è stato raggiunto già nella serata di venerdì. «È la vittoria di chi ha deciso di impegnarsi per definire il futuro del Movimento», ha commentato Conte, sottolineando l’importanza del momento. Tra i temi più controversi c’è il destino del ruolo di Beppe Grillo. Gli iscritti devono scegliere tra un’eliminazione totale della carica e un ridimensionamento significativo del ruolo, che potrebbe diventare solo onorifico o limitato a un mandato quadriennale, rinnovabile per un massimo di due volte. Grillo, che si è opposto al processo costituente fin dall’inizio, potrebbe fare un’apparizione a sorpresa durante l’evento, alimentando il dibattito sul suo futuro all’interno del Movimento.
La kermesse non è iniziata senza tensioni. Un gruppo di circa venti contestatori ha interrotto il discorso inaugurale di Giuseppe Conte, scandendo slogan come “Onestà” e “Trasparenza”, contestando la gestione delle procedure di voto e chiedendo le dimissioni del leader. Tra i presenti, alcuni indossavano maglie con i volti di Grillo e Gianroberto Casaleggio, simboli del Movimento delle origini. «Siete come il PD, due mandati e a casa», hanno gridato, facendo eco alla critica di chi teme un allontanamento dai principi fondativi del Movimento. Per Conte, la sfida è cruciale. L’ex premier punta a un rilancio del Movimento in chiave progressista, abbandonando la retorica del “né di destra né di sinistra”. Tuttavia, ha chiarito che, in caso di sconfitta della sua linea, non esiterà a fare un passo indietro: «Sono pronto a trarne le conseguenze», ha dichiarato dal palco di Nova.
Un elemento chiave per il successo dell’assemblea è il quorum necessario per approvare le modifiche statutarie, che richiede la partecipazione della metà più uno degli aventi diritto al voto. Grazie a una revisione del database degli iscritti, che ha portato il numero da 170.000 a circa 89.000 membri attivi, il quorum è stato raggiunto già nella serata di venerdì. «È la vittoria di chi ha deciso di impegnarsi per definire il futuro del Movimento», ha commentato Conte, sottolineando l’importanza del momento. Tra i temi più controversi c’è il destino del ruolo di Beppe Grillo. Gli iscritti devono scegliere tra un’eliminazione totale della carica e un ridimensionamento significativo del ruolo, che potrebbe diventare solo onorifico o limitato a un mandato quadriennale, rinnovabile per un massimo di due volte. Grillo, che si è opposto al processo costituente fin dall’inizio, potrebbe fare un’apparizione a sorpresa durante l’evento, alimentando il dibattito sul suo futuro all’interno del Movimento.

