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L’impronta del diavolo nella Cattedrale di Monaco di Baviera

NAPOLI (di Luca Vitiello) – Quando si visita Monaco di Baviera non si può non rimanere affascinati dalla grande Cattedrale di Nostra Signora (Frauenkirche), che domina con le sue due alte torri di 99 metri, lo skyline della città. Costruita tra il 1468 e il 1488 in puro stile gotico, fu realizzata sui resti di un’antica basilica romanica. Molto caratteristiche sono le cupole delle torri realizzate in ottone e che solitamente vengono chiamate  le “cipolle”, per la loro forma particolare.

Entrando nella Cattedrale devo ammettere di non essere rimasto particolarmente colpito dalla sua architettura interna, in compenso la mia attenzione è stata rapita dalla presenza di una mattonella, situata all’ingresso della Chiesa, con incisa l’impronta di un piede, denominata l’impronta del diavolo.

Cattedrale di Monaco di Baviera

La leggenda vuole che i costruttori della Chiesa avessero sfidato il diavolo sulla possibilità di costruire un luogo senza finestre. Quando la chiesa era già finita ma non ancora consacrata, il diavolo vi si introdusse furtivamente attraverso la grande porta, osservandone con curiosità e stizza la costruzione. Una volta dentro si lasciò andare ad una forte risata credendo che una costruzione senza finestre servisse a ben poco. Effettivamente dal punto in cui si trovava non si vedevano le grandi finestre in quanto nascoste dalle colonne. Così si mise a pestare i piedi in terra per la gioia trionfante, lasciando sul lastrone la sua impronta con lo sperone. Facendo, però, un passo avanti vide un gran numero di finestre e dunque, adirato per essere stato preso in giro dai costruttori, si tramutò in un vento violentissimo con lo scopo di demolire la costruzione, senza però riuscirci.

Tra le notizie da sapere segnalo che, su una delle colonne all’ingresso, è stato posizionato un monumento dedicato a papa Benedetto XVI, ormai papa Emerito, che fu arcivescovo della diocesi di Monaco e Frisinga a cavallo tra la fine degli anni’70 e l’inizio degli anni’80.

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