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“Legge Fornero”: Un tecnicismo esasperato che ha la presunzione di risolvere il problema lavoro

NAPOLI (di Bonaventura Franchino) Oggi entra in vigore la “legge Fornero”, la normativa che rimodella forme nuove di rapporti di lavoro, licenziamenti, ammortizzatori, flessibilità, etc…

Un tecnicismo esasperato che ha la presunzione di risolvere il problema lavoro.

Meglio un altro linguaggio, prospettive diverse.

Meglio poter parlare di lavoro come opportunità sociale, mezzo di affrancazione, strumento di realizzazione dello spirito e del pensiero.

Purtroppo, nulla di tutto ciò.

Solo tecnicismo esasperato che a nulla serve tranne che a peggiorare il vivere sociale.

Il lavoro non viene considerato in alcun modo; non viene neanche ipotizzata alcuna forma di emancipazione, sembra solo creare trappole e sotterfugi vari, dietro ai quali celare mannaie feroci pronte a garantire l’uscita dal processo di lavoro.

Meglio sentir parlare di creazione di occasioni di lavoro, mezzo attraverso il quale poter disegnare nuovi progetti di vita, nuove occasioni di vita.

Lavoro come gioia e desiderio di realizzare, perseguire, emancipare, mutare .

Invece no.

Nulla di tutto ciò.

Può mai essere questo il disegno di un popolo civile, che intende programmare il proprio domani?

Certamente no.

E’vero, per poterlo progettare e programmare c’è o ci sarebbe bisogno di anime libere e liberali con un progetto sociale, con in animo un’idea di società, non sarti intenti solo a rammendare e guardare all’immediato, incapaci di prevedere e progettare il futuro.

 

Si tratta della Legge n.92/2012 che apporta sostanziali modifiche in tema di : contratti a termine, somministrazione, apprendistato, collaboratori a progetto, partite iva, associazioni, flessibilità, ammortizzatori e, dulcis in fundo, la modifica dell’art.18 l.300/70 in tema di licenziamenti siano essi per giusta causa che per giustificato motivo

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