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La giustizia? Un parametro economico

NAPOLI – (di Umberto Truglio) “Tutti possono agire in giudizio per la tutela dei propri diritti e interessi legittimiLa difesa è diritto inviolabile in ogni stato e grado del procedimento”. Questi i primi due commi dell’art. 24 della nostra Carta Costituzionale, ripetutamente schiaffeggiati da riforme che, dietro l’alibi della crisi economica, ne hanno notevolmente ridotto la portata. L’aumento esorbitante dei costi per l’accesso alla giustizia (istituzione del pagamento del contributo unificato in materia di separazione, famiglia, previdenza, lavoro e sanzioni amministrative. Aumento del 50% del pagamento del contributo unificato in sede di appello e del 100% nella ipotesi di ricorso per cassazione), l’obbligo di ricorrere agli organismi di conciliazione (con aumento di costi anche nella ipotesi di esito negativo), la trasformazione della difesa a mercatino rionale (dove l’esaltazione dell’accordo è data dal miglior offerente; abolizione delle tariffe) e la contestuale riduzione a preventivo di spesa (decreto liberalizzazioni), sono il solco della ferita inferta allo stato di diritto che, nella sua costituzione, ha inciso il dettato incancellabile della tutela dei diritti fondamentali del cittadino.
E’ vero, la durata di un processo nel nostro paese è eccessiva, ma ciò non legittima nessuna riforma  tesa a dissuaderne il ricorso.
Per usare un eufemismo: “non si può curare il mal di testa tagliando la stessa”. La soluzione del male non può prescindere che dall’aumento e l’impiego di risorse economiche ed umane negli uffici giudiziari che, al contrario, si vedono sottodimensionati nell’organico e senza fondi.
Se il nostro paese necessita di una razionalizzazione dei costi, il settore giustizia (così come quello della sanità) dovrebbe essere l’ultima spiaggia sulla quale approdare. Lungo sarebbe l’elenco dei settori dai quali cominciare (politica, province, missione all’estero ecc. ecc.) e puntualmente disattesi dal governo. Per dirla alla Salvemini, nel nostro paese sappiamo cosa si deve fare, sappiamo come va fatto, purtroppo manca chi lo fa.

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