Italiano lingua nordcentrica? Domanda retorica!
NAPOLI (di Luca Delgado) – La nostra lingua, in costante evoluzione come tutte le lingue del mondo del resto, oltre che arricchirsi costantemente di prestiti di parole straniere e adattamenti delle stesse (“googlare”, “taggare”, “photoshoppare” tra le ultime), tende a standardizzarsi intorno ad un modo di parlare, alla cosiddetta “parlata” settentrionale che padroneggia in tv, in radio, in internet. Sempre di più.
Ma se il primo fenomeno è alla base della nostra crescita linguistica, che consente grazie a Dio, di ampliare il nostro lessico e considerare l’italiano vivo e vegeto, il secondo è a ben guardare una mortificazione di una parte a scapito di un’altra. Non si parla di dialettismi, attenzione. La parlata, la cadenza, l’accento settentrionale sono ormai sinonimo di professionalità.
La parlata, la cadenza, l’accento meridionale, al contrario sono utilizzati per contesti comici, spesso stereotipati, in cui la professionalità sembra non possa neanche lontanamente esistere. Pensate alla pubblicità di una banca e all’Amministratore Delegato che chiude lo spot dicendo, con un marcato accento siciliano: “portate i vostri soldi da noi, sapremo come investirli”. Impossibile.
Eppure, l’AD di Banca Mediolanum, non ha paura di sfoggiare il suo accento di Tombolo (Tombolo per la cronaca è in provincia di Padova) per trasmettere fiducia ai risparmiatori italiani. Da programmi TV come X-Factor ad emittenti radiofoniche come Radio Dee-Jay, da emittenti televise come MTV a Italia1, l’italiano standard suona sempre uguale, come un messaggio elettorale in stile seconda repubblica.
Ecco quando in tv, in radio e sui canali internet si usano invece gli accenti meridionali:
romano: comicità in generale, litigi da Maria de Filippi, fiction su famiglie numerose, fiction poliziesche;
napoletano: comicità in generale, spot di prodotti tipici (mozzarella, caffè e pizze), fiction sulla camorra;
pugliese: comicità in generale, spot di prodotti tipici;
siciliano: comicità in generale, spot di prodotti tipici, spot comici, fiction sulla mafia.
Esemplari e al contempo paradossali risultano le storie di due bravissimi attori Italiani, Aldo (del trio Aldo, Giovanni e Giacomo) e Diego Abatantuono, che nella vita parlano il perfetto milanese, ma che pur di far ridere, al cinema o in TV, si trasformano in personaggi meridionali.
Benvenuti cari lettori, e come scrisse una volta Pino Caruso, “parliamoci, finché siamo in vita. Dopo non è detto che sia possibile”. Ognuno con il proprio accento. Per carità!
