Cultura

Ischia, un tuffo negli anni ‘60: la dolce vita negli abiti di Livio de Simone.

ISCHIA – (di Francesco Maria Cotarelli) – La settimana scorsa si è tenuto l’evento “La creatività sartoriale campana” unaserata sotto le stelle, accompagnata da canzoni che hanno fatto la storia della musicaitaliana come ‘Tintarella di Luna’, ‘Il Cielo in una stanza’, ‘Mambo Italiano’,riproposte dall’ effervescente Patrizia Zanetti, dal soprano Antonella Iacono e dalMaestro Peppino Iacono.

La scelta del luogo non è un caso,oggi come ieri,quando la moda mare muoveva iprimi passi sull’isola verde,l’antica boutique di Elena Wasserman – oggi boutique ‘IlPellicano’ -, una delle prime realizzate a S. Angelo e diventata in poco tempo salottointernazionale,ospita alcuni capi storici degli anni ’60 -’70, direttamente dall’archiviovintage di Livio de Simone.
La serata è stata promossa dal Ministero per i Beni e le attività culturali, dallaDirezione Generale degli Archivi e dalla Soprintendenza Archivistica perla Campania, d’intesa con l’Associazione Nazionale Archivistica Italiana(ANAI),all’interno di un programma che ha visto Ischia e Capri impegnate inun’intensa tre giorni di convegni scientifici, sfilate e mostre,che si è inserito appienonel progetto internazionale “Archivi della moda nel 900”.
La Campania, grazie all’Associazione Culturale Ixion, ha potuto mettere in luce lapropria memoria storica, la realtà di un artigianato esclusivo, quello sartoriale, chein molti casi è diventato un’ attività imprenditoriale, dando vita a marchi conosciutiin tutto il mondo ,come Marinella, Rubinacci, De Curtis e tanti altri. Non a caso laPresidenza della Repubblica ha voluto insignire con una medaglia la SoprintendenzaArchivistica della Campania presieduta dalla Dott.ssa Maria Luisa Storchi.
Dunque una moda nuova,quella di Livio de Simone, un vero e proprio quadrod’autore unico nel suo genere, ispirata al sole e ai colori del Mediterraneo, fatta distraordinarie elaborazioni sartoriali. I tessuti sono il classico lino, fresco cotone,leggere mussole, per non parlare delle morbide sete e dei fluttuanti chiffon, tessutiimpreziositi da quelle “pennellate di gioia” fatte di “tutti i colori possibili”, slogan delgrande pittore – stilista, che inizia la sua professione come decoratore per “boutiquenapoletane”, disegnandone anche per Emilio Pucci e successivamente firmando unacollezione a suo nome nel 1958.Oggi Benedetta de Simone porta avanti con successo la griffe paterna conservandogli stessi moduli di lavorazione artigianale che ne fanno segno distintivo di un gustounico ed intramontabile.