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Iran-Usa, Teheran respinge il piano di Washington. Trump: “Risposta inaccettabile”. Petrolio in rialzo

La tensione tra Iran e Stati Uniti resta altissima. Teheran ha respinto il piano avanzato da Washington per tentare di fermare l’escalation nella regione, mentre il presidente americano Donald Trump ha definito “inappropriata” la risposta iraniana. Intanto i mercati reagiscono con preoccupazione: il prezzo del petrolio è salito oltre il 3%, mentre in Europa si moltiplicano gli incontri diplomatici per scongiurare un ulteriore allargamento del conflitto.

Secondo quanto riferito da Axios, a Miami si è svolto un incontro tra il segretario di Stato americano Marco Rubio, l’inviato speciale della Casa Bianca Steve Witkoff e il primo ministro e ministro degli Esteri del Qatar, Mohammed bin Abdulrahman Al Thani. Al centro del colloquio ci sarebbe stato un tentativo di mediazione per trovare una via diplomatica capace di evitare un’escalation militare diretta tra Washington e Teheran.

Ma il clima resta estremamente teso. “Non mi piace la loro risposta, è inappropriata”, ha dichiarato Trump commentando la posizione iraniana. Il presidente americano ha aggiunto che gli Stati Uniti continuano a monitorare le scorte di uranio arricchito della Repubblica islamica e che “a un certo punto” Washington potrebbe prenderne il controllo.

Da Teheran, però, arriva una replica netta. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Esmaeil Baghaei, ha definito la proposta avanzata dall’Iran “generosa e razionale”, sostenendo che le richieste di Teheran siano “nell’interesse della regione e del mondo”.

“Non abbiamo chiesto alcun privilegio, ma solo il rispetto dei legittimi diritti dell’Iran”, ha dichiarato Baghaei all’agenzia Irna. Tra le richieste formulate dalla Repubblica islamica figurano la fine della guerra nella regione, la revoca del blocco navale imposto dagli Stati Uniti, lo sblocco dei beni iraniani congelati e la garanzia della sicurezza della navigazione nello Stretto di Hormuz, passaggio strategico per il commercio energetico mondiale.

Proprio il nodo di Hormuz continua a preoccupare i mercati internazionali. Il timore di possibili restrizioni o incidenti nello stretto ha spinto il petrolio in forte rialzo, con gli investitori che guardano con apprensione agli sviluppi diplomatici delle prossime ore.

In Europa cresce intanto la mobilitazione diplomatica. A Bruxelles è prevista oggi la riunione dei ministri degli Esteri dell’Unione Europea dedicata alla crisi mediorientale. Domani saranno invece Francia e Regno Unito a guidare un vertice dei ministri della Difesa sulla sicurezza marittima e sulla protezione delle rotte energetiche nel Golfo Persico.

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