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Garlasco, le intercettazioni di Andrea Sempio: “Quando sono andato il sangue c’era”

Nuovo capitolo nell’inchiesta bis sul delitto di Chiara Poggi. Tra gli elementi raccolti dalla Procura di Pavia contro Andrea Sempio ci sono anche numerose intercettazioni ambientali registrate nell’auto dell’indagato attraverso una cimice installata dal Nucleo Investigativo dei carabinieri di Milano.

Secondo quanto emerge dalle oltre 300 pagine dell’informativa consegnata ai magistrati, gli investigatori considerano alcuni soliloqui di Sempio tra gli indizi più significativi dell’inchiesta riaperta sull’omicidio avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco.

La Procura di Pavia ha notificato giovedì l’avviso di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di Sempio. Nel comunicato firmato dal procuratore capo Fabio Napoleone si conferma il deposito degli atti relativi al procedimento penale e l’invio della documentazione al Procuratore Generale di Milano per le eventuali valutazioni di competenza.

Ora la difesa di Sempio avrà venti giorni di tempo per esaminare gli atti, presentare memorie difensive, chiedere un interrogatorio oppure non svolgere alcuna attività.

L’intercettazione nell’auto

Tra le conversazioni captate dagli investigatori ce n’è una, datata 12 maggio 2025, che viene ritenuta particolarmente rilevante dagli inquirenti. Sempio si trova da solo nella sua automobile quando pronuncia una frase che gli investigatori collegano alla scena del crimine nella villetta di via Pascoli:

“Quando sono andato io il sangue c’era”.

Secondo l’interpretazione riportata nell’informativa, il riferimento sarebbe alle tracce ematiche presenti nell’abitazione dopo il delitto. I carabinieri ipotizzano inoltre che Sempio stesse parlando di Alberto Stasi, già condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi.

La trascrizione delle intercettazioni, tuttavia, contiene diversi passaggi poco chiari e frammentari. Nel prosieguo del soliloquio, Sempio afferma:

“E allora… debitamente inconsapevole, cioè lui non se n’è reso conto ma… senza accorgersene ha evitato le macchie… del tutto inconsapevole… lui senza accorgersi ha evitato le macchie”.

Per la Procura, queste parole potrebbero rappresentare una riflessione sulle tracce di sangue repertate nella casa e sui movimenti compiuti da Stasi il giorno dell’omicidio. La difesa dell’indagato, invece, contesta da tempo la lettura accusatoria delle intercettazioni, sostenendo che si tratti di frasi decontestualizzate e di difficile interpretazione.

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