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Iran-Usa, nuova escalation: raid americani, risposta di Teheran

Si intensifica la crisi tra Iran e Stati Uniti con una nuova escalation militare che alimenta i timori di un allargamento del conflitto in Medio Oriente. Dopo i raid condotti dagli Stati Uniti contro obiettivi militari iraniani, Teheran ha reagito con attacchi contro basi americane nella regione e ha ribadito che non intende arretrare, accusando Washington di aver violato gli accordi esistenti.

Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM), l’operazione militare americana si è conclusa dopo aver colpito circa 90 obiettivi militari sul territorio iraniano. Fonti iraniane parlano invece di un bilancio di almeno 14 morti e 78 feriti, denunciando la gravità dei bombardamenti.

Teheran accusa Washington: “Violati gli accordi”

Il Ministero degli Esteri iraniano ha definito i raid statunitensi una “flagrante violazione” del Memorandum d’intesa tra i due Paesi. In una nota diffusa attraverso l’agenzia Isna, il governo di Teheran ha sostenuto che gli attacchi, giustificati dagli Stati Uniti come risposta ai presunti incidenti nello Stretto di Hormuz, costituiscono un pretesto per colpire la Repubblica Islamica.

“La Repubblica Islamica non permetterà in alcun modo che le azioni e le intimidazioni americane compromettano i propri interessi nazionali”, si legge nel comunicato ufficiale.

Attacchi contro basi Usa e nuove esplosioni

In risposta ai bombardamenti, l’Iran ha rivendicato attacchi contro installazioni militari statunitensi in Kuwait e Bahrein, mentre sono state segnalate esplosioni anche nelle città iraniane di Bandar Abbas, Sirik e nella provincia meridionale di Bushehr.

I media statali iraniani hanno inoltre riferito che un raid americano avrebbe colpito il perimetro della centrale nucleare di Bushehr, oltre ad altre aree della provincia. Le autorità locali hanno confermato i bombardamenti, senza tuttavia fornire dettagli sull’entità dei danni all’impianto.

Kuwait e Giordania attivano le difese aeree

Le conseguenze della crisi si stanno estendendo all’intera regione.

Il Ministero della Difesa del Kuwait ha reso noto di aver intercettato tre missili balistici, un missile da crociera e dieci droni durante le operazioni di difesa aerea. L’attacco ha provocato il ferimento di una persona e alcuni danni materiali.

Anche la Giordania ha annunciato di aver abbattuto missili iraniani entrati nel proprio spazio aereo. Il portavoce del governo, Mohammad Momani, ha confermato che le sirene d’allarme sono state attivate dopo la violazione dello spazio aereo nazionale.

Lo Stretto di Hormuz al centro della crisi

La tensione resta altissima anche nello Stretto di Hormuz, uno dei principali snodi energetici mondiali, dove il traffico marittimo risulta fortemente rallentato.

Teheran respinge le accuse americane sugli attacchi alle navi, sostenendo che si tratti di un “falso pretesto” utilizzato da Washington per giustificare l’offensiva militare.

Il capo negoziatore iraniano, Mohammad Bagher Ghalibaf, ha ribadito la posizione della Repubblica Islamica affermando che “Hormuz si apre solo con gli accordi iraniani”, sottolineando il ruolo strategico dello stretto nella crisi in corso.

Trump: “Se l’Iran continuerà a bombardare navi, la situazione peggiorerà”

Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha difeso l’operazione militare, definendola una risposta agli attacchi contro le navi nello Stretto di Hormuz. Il leader americano ha inoltre avvertito che, se l’Iran continuerà con le proprie azioni, “la situazione peggiorerà”, lasciando intendere la possibilità di ulteriori interventi militari.

L’escalation tra Washington e Teheran continua quindi ad alimentare le preoccupazioni della comunità internazionale, mentre cresce il rischio di un coinvolgimento sempre più ampio dei Paesi del Golfo e di nuove ripercussioni sulla sicurezza della navigazione e sui mercati energetici globali.

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