Campania, il Consiglio regionale riscrive le regole degli staff: più consulenti esterni
A meno di un anno dall’approvazione del regolamento che disciplina gli uffici di diretta collaborazione degli organi politici del Consiglio regionale della Campania, la maggioranza e l’opposizione hanno presentato una proposta di modifica destinata a cambiare in modo significativo l’organizzazione degli staff istituzionali.
Il nuovo testo, depositato il 3 luglio 2026 e firmato dall’intero Ufficio di Presidenza guidato dal presidente Massimiliano Manfredi, è ora all’esame della Prima Commissione permanente. Tra le principali novità figurano l’introduzione di consulenti fiduciari del presidente, una maggiore apertura agli incarichi esterni, nuove modalità di selezione dei responsabili degli uffici di staff e una diversa gestione delle risorse destinate alla comunicazione istituzionale.
Arrivano i consulenti del presidente
L’intervento più rilevante riguarda l’introduzione del nuovo articolo 6-bis, che attribuisce al presidente del Consiglio regionale la facoltà di nominare fino a quattro consulenti esperti in materie giuridiche ed economiche.
Gli incarichi avrebbero carattere fiduciario e durata coincidente con il mandato del presidente, senza costituire alcun rapporto di lavoro subordinato con l’amministrazione. Ai consulenti spetterebbe un compenso mensile pari alla metà dell’indennità prevista per i consiglieri regionali.
Accanto a questa figura vengono introdotti anche i consiglieri onorifici, che svolgerebbero il proprio incarico gratuitamente, con il solo rimborso delle spese documentate.
Secondo la relazione illustrativa, si tratta di un allineamento a una facoltà già prevista per il presidente della Giunta regionale. Di fatto, però, la riforma attribuisce al presidente dell’assemblea legislativa un nuovo potere di nomina fiduciaria finora non previsto.
Il portavoce non sarà più obbligatorio
La proposta modifica anche l’organizzazione della comunicazione istituzionale.
Le attività di informazione, comunicazione, gestione del web e rapporti con la stampa verrebbero ricondotte direttamente alla segreteria del presidente del Consiglio. Di conseguenza, la figura del portavoce, oggi obbligatoria, diventerebbe facoltativa.
Il regolamento stabilisce inoltre che, qualora il presidente decida di non nominare un portavoce, le risorse economiche già stanziate per quell’incarico non rientreranno nel bilancio generale della Regione, ma resteranno nella disponibilità della Presidenza per finanziare altre attività di comunicazione istituzionale.
Più spazio agli incarichi fiduciari
La riforma amplia anche la possibilità di ricorrere a personale assunto a tempo determinato negli uffici di diretta collaborazione.
Gli incarichi, definiti espressamente “di natura fiduciaria”, potranno rappresentare fino al 30% della dotazione organica massima prevista dal regolamento e dovranno comunque essere finanziati all’interno del budget già assegnato a ciascun ufficio.
Cambiano i requisiti per guidare gli uffici di staff
Un altro capitolo riguarda i criteri per la nomina dei responsabili degli Uffici di diretta collaborazione.
La proposta individua cinque requisiti alternativi, tra cui:
almeno cinque anni di esperienza come responsabile di strutture di supporto agli organi politici;
iscrizione a un albo professionale con superamento dell’esame di Stato;
esperienza pluriennale in attività di supporto organizzativo e amministrativo;
almeno cinque anni di esperienza come parlamentare, consigliere regionale o amministratore locale.
Due dei requisiti previsti – quelli relativi all’esperienza organizzativa e alle pregresse esperienze politico-istituzionali – avranno tuttavia efficacia limitata fino alla conclusione dell’attuale legislatura.
Consulenti esterni anche per le Commissioni
Le modifiche non riguardano soltanto la Presidenza del Consiglio.
Anche i presidenti delle Commissioni permanenti potranno nominare fino a due consulenti esterni per attività di studio, ricerca e supporto tecnico. Anche in questo caso il compenso massimo sarà pari alla metà dell’indennità di un consigliere regionale e dovrà essere sostenuto esclusivamente attraverso il budget già disponibile.
Nessun aumento della spesa, ma il rispetto del tetto dipenderà dalle scelte degli uffici
La relazione tecnica che accompagna la proposta ribadisce che le modifiche non comportano nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale.
Resta infatti confermato il limite complessivo di 5,9 milioni di euro annui, fissato dalla normativa di bilancio regionale e invariato dal 2021. Tutte le nuove possibilità di nomina dovranno essere finanziate utilizzando le risorse già assegnate ai singoli uffici, senza prevedere nuovi stanziamenti.
La stessa relazione, tuttavia, evidenzia che il rispetto effettivo del limite di spesa non può essere garantito esclusivamente attraverso i tetti numerici o retributivi previsti dal regolamento. La varietà dei profili professionali e delle diverse tipologie contrattuali utilizzabili rende infatti determinante la gestione concreta delle risorse da parte dell’Ufficio di Presidenza.
Il nuovo testo, depositato il 3 luglio 2026 e firmato dall’intero Ufficio di Presidenza guidato dal presidente Massimiliano Manfredi, è ora all’esame della Prima Commissione permanente. Tra le principali novità figurano l’introduzione di consulenti fiduciari del presidente, una maggiore apertura agli incarichi esterni, nuove modalità di selezione dei responsabili degli uffici di staff e una diversa gestione delle risorse destinate alla comunicazione istituzionale.
Arrivano i consulenti del presidente
L’intervento più rilevante riguarda l’introduzione del nuovo articolo 6-bis, che attribuisce al presidente del Consiglio regionale la facoltà di nominare fino a quattro consulenti esperti in materie giuridiche ed economiche.
Gli incarichi avrebbero carattere fiduciario e durata coincidente con il mandato del presidente, senza costituire alcun rapporto di lavoro subordinato con l’amministrazione. Ai consulenti spetterebbe un compenso mensile pari alla metà dell’indennità prevista per i consiglieri regionali.
Accanto a questa figura vengono introdotti anche i consiglieri onorifici, che svolgerebbero il proprio incarico gratuitamente, con il solo rimborso delle spese documentate.
Secondo la relazione illustrativa, si tratta di un allineamento a una facoltà già prevista per il presidente della Giunta regionale. Di fatto, però, la riforma attribuisce al presidente dell’assemblea legislativa un nuovo potere di nomina fiduciaria finora non previsto.
Il portavoce non sarà più obbligatorio
La proposta modifica anche l’organizzazione della comunicazione istituzionale.
Le attività di informazione, comunicazione, gestione del web e rapporti con la stampa verrebbero ricondotte direttamente alla segreteria del presidente del Consiglio. Di conseguenza, la figura del portavoce, oggi obbligatoria, diventerebbe facoltativa.
Il regolamento stabilisce inoltre che, qualora il presidente decida di non nominare un portavoce, le risorse economiche già stanziate per quell’incarico non rientreranno nel bilancio generale della Regione, ma resteranno nella disponibilità della Presidenza per finanziare altre attività di comunicazione istituzionale.
Più spazio agli incarichi fiduciari
La riforma amplia anche la possibilità di ricorrere a personale assunto a tempo determinato negli uffici di diretta collaborazione.
Gli incarichi, definiti espressamente “di natura fiduciaria”, potranno rappresentare fino al 30% della dotazione organica massima prevista dal regolamento e dovranno comunque essere finanziati all’interno del budget già assegnato a ciascun ufficio.
Cambiano i requisiti per guidare gli uffici di staff
Un altro capitolo riguarda i criteri per la nomina dei responsabili degli Uffici di diretta collaborazione.
La proposta individua cinque requisiti alternativi, tra cui:
almeno cinque anni di esperienza come responsabile di strutture di supporto agli organi politici;
iscrizione a un albo professionale con superamento dell’esame di Stato;
esperienza pluriennale in attività di supporto organizzativo e amministrativo;
almeno cinque anni di esperienza come parlamentare, consigliere regionale o amministratore locale.
Due dei requisiti previsti – quelli relativi all’esperienza organizzativa e alle pregresse esperienze politico-istituzionali – avranno tuttavia efficacia limitata fino alla conclusione dell’attuale legislatura.
Consulenti esterni anche per le Commissioni
Le modifiche non riguardano soltanto la Presidenza del Consiglio.
Anche i presidenti delle Commissioni permanenti potranno nominare fino a due consulenti esterni per attività di studio, ricerca e supporto tecnico. Anche in questo caso il compenso massimo sarà pari alla metà dell’indennità di un consigliere regionale e dovrà essere sostenuto esclusivamente attraverso il budget già disponibile.
Nessun aumento della spesa, ma il rispetto del tetto dipenderà dalle scelte degli uffici
La relazione tecnica che accompagna la proposta ribadisce che le modifiche non comportano nuovi o maggiori oneri per il bilancio regionale.
Resta infatti confermato il limite complessivo di 5,9 milioni di euro annui, fissato dalla normativa di bilancio regionale e invariato dal 2021. Tutte le nuove possibilità di nomina dovranno essere finanziate utilizzando le risorse già assegnate ai singoli uffici, senza prevedere nuovi stanziamenti.
La stessa relazione, tuttavia, evidenzia che il rispetto effettivo del limite di spesa non può essere garantito esclusivamente attraverso i tetti numerici o retributivi previsti dal regolamento. La varietà dei profili professionali e delle diverse tipologie contrattuali utilizzabili rende infatti determinante la gestione concreta delle risorse da parte dell’Ufficio di Presidenza.

