Il “Signor prefetto” riceve don Patriciello, pace fatta

NAPOLI – ”Non tutti i mali vengono per nuocere, anzi dobbiamo ringraziare per questo incidente il signor prefetto perche’ finalmente sono stati accesi i fari su questo problema”. Lo ha detto don Maurizio Patriciello, prima di essere ricevuto dal prefetto di Napoli, Andrea De Martino, che lo aveva rimproverato per aver chiamato ‘signora’ e non signora prefetto la collega di Caserta Carmela Pagano. ”La mortificazione che si e’ trasformata in un momento bello per il problema che stiamo affrontando – – ha affermato – cio’ che a noi interessa e’ il problema dei rifiuti interrati o dati alle fiamme, insomma i roghi tossici che devono finire”. ”Se questo incidente e’ servito anche a questo – ha aggiunto – Dio sia Benedetto per questo, evviva la Divina provvidenza”. ”Sono qui per stringere la mano al prefetto – ha sottolineato – Rimane che per me dire ‘signora’ a una signora e’ un complimento. Era quella la mia intenzione. Si sono sprecate tante parole, fin troppe”.
”Al prefetto ho portato un crocifisso, una scultura che viene da Ortisei, in provincia di Bolzano – ha affermato – Al funerale di Lino Romano, vittima innocente della camorra, a Cardito, ho visto che c’era tra j presenti il prefetto che ha fatto la comunione, un fratello anche nella fede”. ”Il prefetto voleva venire a Caivano e io ho risposto di no – ha aggiunto – che sarei venuto io qui”. ”Non so se era una carezza, mi sono sentito toccare la spalla e mi sono girato – ha concluso rispondendo a una domanda su una carezza che ci sarebbe stata tra i due al funerale di Romano – Tra migliaia di persone, non c’era nemmeno un minuto per dire una parola”.
