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Il “Monnezza Day” arriva in piazza

Manifestazione munnezza day a Napoli

NAPOLI – «Il precariato influisce sul futuro delle persone, le rende ricattabili e quindi non libere di vivere una vita serena e normale». Lo hanno gridato forte sabato mattina a Napoli le centinaia di persone che hanno partecipato alla manifestazione promossa a livello nazionale dal comitato «Il nostro tempo è adesso». Il corteo partito da piazza Mancini ha attraversato tutto il centro della città passando per il corso Umberto I per raggiungere piazza del Gesù dove sul palco sono saliti i rappresentanti dei comitati e delle associazioni presenti alla manifestazione.

«Napoli è il simbolo del precariato sotto tutti i punti di vista – spiega Ornella Vaccaro degli insegnanti precari – parlano di giovani ma la maggiore parte di noi è over 40. Siamo scesi in piazza oggi perchè vogliamo che almeno i più giovani abbiano la possibilità di migliorare il Paese, altrimenti non saranno neanche precari nel futuro, saranno solo disoccupati». «Il mondo della scuola è stato ucciso dalla Gelmini – aggiunge Vaccaro – disabili, insegnanti e Ata sono allo stremo, la scuola pubblica è al collasso». Della stessa opinione sono i ricercatori universitari. «Questo modello di sviluppo che pone al centro la precarietà del lavoro e lo sfruttamento delle giovani generazioni non è accettabile nè sostenibile – spiegano i ricercatori – questo Paese deve investire nella cultura e nella ricerca per un nuovo sviluppo economico». Per la prima volta in piazza inoltre c’erano in tutta Italia anche i giornalisti precari. «Oggi è una giornata storica per il giornalismo – spiegano i rappresentanti del Coordinamento giornalisti precari della Campania – perchè in tutto il Paese i lavoratori precari dell’informazione scendono in piazza non per difendere il contratto ma perchè il contratto non ce l’hanno. L’80% dei giornalisti campani vive in condizioni di instabilità, disoccupazione e abusivato». (Il Corriere del mezzogiorno)

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