Il fascino di “ Ulisse”
NAPOLI (di Bonaventura Franchino) – Oggi ho appreso, leggendone una recensione, di un nuovo progetto di traduzione dell’Ulisse.
Riferisce delle difficoltà incontrate per via del lessico usato in quanto la sua lingua , ricca di echi di tante lingue, rende a volte difficile la traduzione.
Così , si descrive il crescendo e susseguirsi apparentemente disordinato di argomenti quale causa di sempre più difficile traduzione dell’opera ; difatti si riferisce della difficoltà che si incontra nel seguire il fluire delle parole e nel collegare fra di loro varie parti e brani contenuti nell’opera.
Nel leggere questa recensione, sono affiorati alla mia mente ricordi di letture lontane e dell’immagine che è rimasta nella mia mente dell’opera di Joyce.
Le parole, viste al di là del loro intimo e puro significato letterale, se vengono lette nel loro insieme e ben armonizzate tra loro, anche se apparentemente scoordinate, rendono al lettore paziente una musicalità ed assonanza assolute; difatti, ogni chiave di lettura si ha solo tra le pieghe dello sviluppo dell’opera che a volte viene soltanto intuita, in modo istintivo, seguendo semplici impulsi o i ritmi dello scorrere del testo.
Il fatto che a volte, a stento si riesca solo a percepire i nessi fra i vari periodi e fra i brani -che solo apparentemente sembrano del tutto sconnessi tra di loro- rende l’immagine della assoluta grandezza ed immenso fascino di questo autore.
Difatti, non riuscire a comprendere con immediatezza i vari collegamenti costringe ad incedere ad intuito, seguendo soltanto le assonanze, un vento di musicalità che collega in modo immaginario il tutto.
Queste sonorità portano alla mente in modo sublime di quanto affascinante sia la vita, intesa essa come continuo incontro di immagini, di suoni, di persone ; come continuo agire e percepire.
La vita, non necessariamente fuori dal comune, ma pur nella sua semplicità , è un continuo fluire di immagini di sogni, di suoni, rumori e stridii che la rendono sempre di più magica e misteriosa.
Difatti, ogni passo quotidiano segue il sogno della vita, compie, a volte gesti eloquenti, altri ancora silenti ma ricchi di contenuti che contribuiscono a dare armonia e concretezza a ciò che lo circonda.
Questo continuo osservare, apprendere, è fonte di continui interscambi che producono in modo ininterrotto continue osservazioni e considerazioni che,solo a volte, vengo esternate; il più delle volte restano dentro contribuendo a muovere passi nuovi attraverso i quali poter leggere il frutto del lento evolvere del pensiero .
In questa opera leggo il fascino della vita intesa come perenne viaggio fatto di sogni e di emozioni, di considerazioni e di apprendimento, di continuo dare e ricevere.
James Joyce, autore del romanzo “ Ulisse, nel 1916, abbandonato il suo paese l’irlanda , inizia a scrivere il romanzo Ulisse, ispirandosi all’Odissea, poema che narra il ritorno di Ulisse in patria dopo innumerevoli peregrinazioni attraverso il Mediterraneo
