Il biotestamento alla Camera una legge che divide i politici
ROMA – Fermarsi, evitare la logica dello scontro, tornare a discutere per arrivare a “costruire in uno spirito di reciproco ascolto una legge condivisa”, chiede Livia Turco dal Partito democratico. Fare tutti un passo indietro “contro una legge indigeribile e sbagliata”, auspica per Futuro e Libertà Benedetto Della Vedova. La persona sia lasciata libera di scegliere, anche su quando “chiudere gli occhi e affidarsi al buon Dio”: così la pensa Antonio Di Pietro, Idv. In mezzo alle polemiche, con tanto di sit-in di protesta dei Radicali davanti a Montecitorio, approda oggi alla Camera il discusso disegno di legge sul biotestamento, a due anni dall’inizio di un accidentato iter parlamentare partito il 9 febbraio 2009, dopo la morte di Eluana Englaro in seguito all’interruzione di idratazione e nutrizione assistita, un caso su cui il Paese si è spaccato.
Iniziata la discussione. A Montecitorio è iniziata la discussione del testo modificato in commissione Affari Sociali rispetto al ddl Calabrò, con i voti favorevoli di Pdl, Lega Nord e Udc, contrari Pd e Idv, mentre l’Api lega il suo sì all’approvazione di alcuni correttivi. Obiettivo della legge è colmare un vuoto legislativo “dopo l’intervento poco opportuno dei giudici, che hanno innescato, nel caso di Eluana Englaro, un conflitto di competenze tra magistratura e parlamento. In nessun modo si può o si deve avallare un diritto alla morte”: questa la posizione del relatore Domenico Di Virgilio, del Pdl, che ha aperto la discussione mettendo le mani avanti: “Nessuna legge che entri nell’intimità dell’ultimo respiro può essere incondizionatamente amata da tutti”. Dobbiamo fare una riflessione al di là di ideologie, ha aggiunto: “Se vogliamo il bene del paziente, dobbiamo approvarla in modo incondizionato e trasversale”.
Le posizioni dei partiti. Per l’opposizione solo l’Italia dei Valori espone una relazione di minoranza con Antonio Palagiano, che accusa la maggioranza di delirio di onnipotenza. “Il Pdl sta costringendo gli italiani a sottoporsi ad idratazione e alimentazioni a subire trattamenti obbligatori. Il testo è incostituzionale”, ha detto l’esponente dell’Italia dei valori, che, sempre nelle parole di Palagiano, vorrebbe una legge più snella, che preveda che un paziente indichi nel testamento biologico solo i trattamenti che non vuole e che le dichiarazioni anticipate di trattamento abbiano carattere vincolante e una durata senza scadenza.
Il Pd ha preannunciato che si limiterà a presentare una richiesta di sospensiva – il ritorno cioè del ddl in commissione per un ulteriore approfondimento – , ma ha lanciato un appello trasversale alla società civile per fermare il voto sul biotestamento: obiettivo dei promotori è presentarlo per mercoledì, quando si dovrà decidere sul rinvio del testo in commissione. L’Udc presenterà alcuni emendamenti mentre Futuro e Libertà per l’Italia ha annunciato un emendamento unico sostitutivo dell’intero testo di legge. Anche il Pdl non ha escluso la presentazione di alcuni emendamenti correttivi. Se, infatti, nella maggioranza è compatto il fronte per la difesa della vita, non mancano i distinguo. I nodi su cui più alto è il livello dello scontro restano quelli dell’obbligo di alimentazione e idratazione del paziente, e la relazione col medico, che non è vincolato a seguire le dichiarazioni anticipate di trattamento (Dat).
Il voto ad aprile. Quello di oggi è un primo assaggio: la conferenza dei capigruppo ha stabilito la scorsa settimana che la discussione generale, i cui tempi sono contingentati, durerà 14 ore. Dopo la giornata odierna, il dibattito continuerà nella serata di mercoledì a conclusione delle operazioni di voto su altri provvedimenti, ma la votazione avrà luogo ad aprile. Alcuni parlamentari di diversi partiti hanno già espresso dissenso con il proprio gruppo, e resta quindi l’incognita su come andrà il voto.
Proteste dei Radicali, sciopero della fame per Troilo (Associazione Luca Coscioni). “Questa è una legge contro il testamento biologico”, dice Marco Cappato, segretario dell’associazione Luca Coscioni, oggi presente al sit-in davanti a Montecitorio insieme anche a Emma Bonino, “contro la Costituzione e contro la volontà dell’80 per cento degli italiani. L’unica possibilità che questa legge ha di passare è se l’opposizione non farà l’opposizione e se non ci saranno confronti su questo tema nei grandi spazi di ‘disinformazione’ di Rai e Mediaset”. Da oggi uno dei dirigenti dell’Associazione, Carlo Troilo, è in sciopero della fame.
Veronesi (Pd): “Spero che il ddl sia affossato per sempre”. E molte sono le pressioni perché il testo venga rivisto o addirittura abbandonato tout court. Questo l’auspicio di Umberto Veronesi: “Spero che il disegno di legge sul biotestamento non passi, che rimanga affossato per sempre. Perché è meglio non avere alcuna legge che avere una legge sbagliata e cattiva”, taglia corto l’oncologo e senatore del Pd, secondo cui la legge, così come è in discussione in Parlamento, può creare il rischio di nuovi casi Englaro: “Questa norma è anti costituzionale. Perché l’autodeterminazione è un diritto di tutte le persone in un paese civile. Quindi essere costretti a subire un trattamento non voluto è contro la legge”. Dopo la mobilitazione dei 100 intellettuali lanciata su Repubblica da Stefano Rodotà contro il testo di legge sul biotestamento, anche medici ed operatori sanitari hanno presentato un appello contro l’accanimento 2, con l’iniziativa: “Io non costringo, curo”, promossa dalla Fp-Cgil e della Fp-Cgil Medici. La Cgil ha annunciato che le adesioni contro il ddl sono arrivate a quota 5mila e domani una delegazione consegnerà al presidente della Camera Gianfranco Fini il testo dell’appello e un dvd contenente gli spot della campagna.
I punti principali del disegno di legge. Uno dei nodi fondamentali della legge è quello dell’ultima parola riconosciuta ai medici anche in caso di presenza di un biotestamento. Il provvedimento è composto da nove articoli e la commissione Affari Sociali ha approvato cinque emendamenti del relatore per recepire due condizioni: una arrivava dalla commissione bilancio, l’altra dalla affari costituzionali. La commissione non ha invece recepito le osservazioni della commissione Giustizia che chiedeva di rendere vincolanti le dichiarazioni anticipate di trattamento. In ogni caso, la commissione Affari Sociali della Camera ha apportato più di una modifica al ddl Calabrò arrivato dal Senato. Ma, come spiegato dal presidente della commissione Giuseppe Palumbo, “in aula può darsi che verranno fatte ulteriori modifiche”.
Tre sono i punti principali del ddl: per quel che riguarda alimentazione ed idratazione, il testo prevede che non possano mai essere sospese, perché considerate ‘sostegno vitale’ e non ‘terapie’, tranne quando “non più efficaci o non adeguati alle condizioni di vita del paziente”, eccezione introdotta alla Camera. Le Dat sono dichiarazioni anticipate di trattamento del paziente in previsione di una futura perdita della capacità di intendere e volere. Prevedono la nomina di un fiduciario. Non sono obbligatorie e durano 5 anni; non sono vincolanti. Il medico non è obbligato a seguire le Dat, ma le valuta “in scienza e coscienza”. In caso di controversia col fiduciario, si avvarrà del giudizio di un collegio medico, anche questo non vincolante. Su questi ultimi punti, il testo in discussione sembra in netto contrasto con la volontà popolare: secondo i dati dell’ultimo rapporto Eurispes, dello scorso gennaio, il 72,8 per cento degli italiani ritiene che il medico non dovrebbe ignorare la volontà espressa nel biotestamento dal proprio paziente. (Repubblica)
