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I diritti delle donne dal secondo dopoguerra

di Tiziana Pagano

Venticinque novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, ricorrenza istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1999. L’intento è quello di organizzare in questa giornata attività volte a sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della “nonviolenza” contro le donne.

La lotta per i diritti delle donne parte da molto lontano ma, soprattutto in Italia, ha dato i suoi frutti in un’epoca recente, troppo recente.

Basti pensare che solo fino al 1946, le donne non avevano il diritto di voto: solo con le elezioni del 2 giugno 1946 è stata concessa loro la possibilità di recarsi alle urne. Appena 77 anni fa.

Basti pensare che solo nel 1981 venne abrogato l’articolo 544 del Codice Rocco – il codice penale italiano in vigore all’epoca – che ammetteva il “matrimonio riparatore” con il quale l’accusato di delitti di violenza carnale, anche su minorenne, aveva la cancellazione del reato nel caso di matrimonio con la “persona offesa”. Appena 42 anni fa. La prima donna italiana a rifiutare di sposare il suo stupratore e che diede il via all’abrogazione di quella legge ignobile, fu Franca Viola, scatenando un vero e proprio caso mediatico. Era il 1965, appena 58 anni fa.

Basti pensare che sempre nel 1981, e sempre grazie all’esempio dato da questa donna, venne abrogato il delitto d’onore, regolamentato dall’articolo 587, che prevedeva pene irrisorie o nulle per “Chiunque cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo o della famiglia”. In pratica, prima del 1981, “l’onore” dell’uomo contava più della vita di una donna.

Basti pensare che solo nel 1996 furono approvate le “Norme contro la violenza sessuale”, affermando il principio per cui lo stupro è un crimine contro la persona, che lede la sua libertà sessuale, e non contro la morale pubblica. Questo portò a una maggiore responsabilità per gli stupratori davanti alla legge e alla consapevolezza che il corpo di una donna è suo, non della “morale pubblica”. Appena 27 anni fa.

Alla luce di questo, il DDL per le “Disposizioni per il contrasto della violenza sulle donne e della violenza domestica”, risulta una grande vittoria. Questo è certo. Ma ancora troppi sono i passi da fare in avanti. Troppi sono gli anni da recuperare. Troppi sono ancora i femminicidi: dall’inizio del 2023, sono già 106 le donne uccise in ambito familiare e affettivo. E il numero sembra solo destinato a salire.

Tiziana Pagano

Tiziana Pagano nata a Napoli il 13/09/1988 Pass: tizianapagano

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