La ribellione musicale di Morgan al primo maggio, rutti contro politici e discografia
La ribellione musicale di Morgan al primo maggio, rutti contro politici e discografia. Il ritorno di Morgan sul palco del Primo Maggio è stato un manifesto di critica. Morgan ha denunciato il vuoto politico nei confronti della musica e degli artisti, sottolineando l’importanza del lavoro nel settore dello spettacolo. Attraverso le sue parole taglienti e il monologo incisivo, ha ribadito il ruolo centrale della musica nella società e l’indifferenza della politica nei confronti di un patrimonio culturale così prezioso. Il lancio di “Rutti”, una canzone di denuncia contro il sistema discografico, è stato il climax di una performance carica di significato e di richiesta di attenzione verso un settore spesso trascurato.
«Voi siete qua, – ha detto il cantautore – con gli ombrelli aperti. Non esiste altra situazione in cui si vedono tutti questi ombrelli. Siete qua e non era scontato. Per chi si andrebbe fuori così? Per i politici no, solo per la musica, che è molto più importante di quello che i politici pensano sia». Ed ha aggiunto: «Oggi è un giorno di festa perché i lavoratori festeggiano, quello su sul palco è lavoro, non è festa, voglio ringraziare tutte le persone che sono qui. Ci sono ragazzi che hanno studiato e si impegnano e non hanno tutela legale, anche gli artisti non sono rispettati dalla politica ma lo sono dal popolo che sa che rimane senza musica è fare una vita peggiore.
Questa è la vostra festa. Diciamo ai politici che noi italiani inventori musica». Un messaggio dunque di consapevolezza e di rivendicazione, ricordandoci che la musica è ben più di un semplice intrattenimento, è una parte fondamentale della nostra identità culturale.

