Guerra Iran-USA, il conflitto si allarga: missili e droni sul Kuwait. Trump apre a un accordo con Teheran
Nuova escalation nella guerra tra Iran e Stati Uniti. Nelle prime ore di oggi, lunedì 1 giugno, il Kuwait ha annunciato che le proprie difese aeree sono entrate in azione per intercettare missili e droni ostili diretti verso il Paese, mentre proseguono gli scontri indiretti tra Washington, Teheran e i loro alleati nella regione.
Secondo lo Stato Maggiore kuwaitiano, le esplosioni udite in diverse aree del Paese sarebbero state causate proprio dall’attività dei sistemi di difesa aerea impegnati a neutralizzare le minacce in arrivo. Il Kuwait ospita importanti installazioni militari statunitensi ed è considerato uno dei punti più sensibili dell’intero scacchiere del Golfo Persico.
Teheran rivendica un attacco contro una base Usa
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane (Pasdaran) hanno dichiarato di aver colpito e distrutto una base aerea utilizzata dagli Stati Uniti per un precedente attacco contro obiettivi iraniani nella provincia di Hormozgan. La notizia è stata diffusa dalle agenzie di stampa vicine a Teheran, che parlano di una risposta diretta alle operazioni militari americane degli ultimi giorni.
Da parte sua, il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha confermato di aver effettuato attacchi definiti “difensivi” contro radar, strutture di comando e controllo dei droni e sistemi di difesa aerea iraniani nelle aree di Garook e dell’isola di Qeshm. Washington sostiene di aver agito dopo l’abbattimento di un drone americano MQ-1 che stava operando nello spazio aereo internazionale.
Trump: “Teheran vuole un accordo”
Nonostante il nuovo scambio di attacchi, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump continua a mostrare ottimismo sulla possibilità di una soluzione diplomatica. Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, i colloqui tra Washington e Teheran proseguono e riguardano soprattutto il programma nucleare iraniano, l’arricchimento dell’uranio, le sanzioni economiche e la riapertura delle rotte commerciali nello Stretto di Hormuz.
Trump avrebbe dichiarato che l’Iran “vuole un accordo” e che un’intesa potrebbe essere vantaggiosa per gli Stati Uniti. Tuttavia, una risposta definitiva da parte iraniana non sarebbe attesa prima di alcuni giorni.
Teheran frena: “Non credete alle indiscrezioni”
Più prudente la posizione del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che ha invitato a non dare peso alle indiscrezioni circolate sui media riguardo a un possibile accordo.
Secondo Araghchi, i negoziati e gli scambi di messaggi tra le parti sono ancora in corso e qualsiasi conclusione sarebbe prematura fino a quando non verranno annunciati risultati ufficiali.
Israele avanza in Libano, Hezbollah lancia razzi
Nel frattempo resta altissima la tensione sul fronte israelo-libanese. L’esercito israeliano ha comunicato di aver intercettato un razzo lanciato da Hezbollah verso l’Alta Galilea e di aver colpito successivamente le postazioni utilizzate per gli attacchi. Israele continua inoltre la propria avanzata nel Libano meridionale, dove avrebbe conquistato il castello strategico di Beaufort e spinto le proprie forze oltre il fiume Litani nel tentativo di isolare Hezbollah.
In questo quadro, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha avuto colloqui con il presidente libanese Joseph Aoun e con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, chiedendo che sia Hezbollah a interrompere per primo gli attacchi per favorire una de-escalation.
Secondo lo Stato Maggiore kuwaitiano, le esplosioni udite in diverse aree del Paese sarebbero state causate proprio dall’attività dei sistemi di difesa aerea impegnati a neutralizzare le minacce in arrivo. Il Kuwait ospita importanti installazioni militari statunitensi ed è considerato uno dei punti più sensibili dell’intero scacchiere del Golfo Persico.
Teheran rivendica un attacco contro una base Usa
Le Guardie Rivoluzionarie iraniane (Pasdaran) hanno dichiarato di aver colpito e distrutto una base aerea utilizzata dagli Stati Uniti per un precedente attacco contro obiettivi iraniani nella provincia di Hormozgan. La notizia è stata diffusa dalle agenzie di stampa vicine a Teheran, che parlano di una risposta diretta alle operazioni militari americane degli ultimi giorni.
Da parte sua, il Comando Centrale degli Stati Uniti (Centcom) ha confermato di aver effettuato attacchi definiti “difensivi” contro radar, strutture di comando e controllo dei droni e sistemi di difesa aerea iraniani nelle aree di Garook e dell’isola di Qeshm. Washington sostiene di aver agito dopo l’abbattimento di un drone americano MQ-1 che stava operando nello spazio aereo internazionale.
Trump: “Teheran vuole un accordo”
Nonostante il nuovo scambio di attacchi, il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump continua a mostrare ottimismo sulla possibilità di una soluzione diplomatica. Secondo quanto riferito dalla Casa Bianca, i colloqui tra Washington e Teheran proseguono e riguardano soprattutto il programma nucleare iraniano, l’arricchimento dell’uranio, le sanzioni economiche e la riapertura delle rotte commerciali nello Stretto di Hormuz.
Trump avrebbe dichiarato che l’Iran “vuole un accordo” e che un’intesa potrebbe essere vantaggiosa per gli Stati Uniti. Tuttavia, una risposta definitiva da parte iraniana non sarebbe attesa prima di alcuni giorni.
Teheran frena: “Non credete alle indiscrezioni”
Più prudente la posizione del ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che ha invitato a non dare peso alle indiscrezioni circolate sui media riguardo a un possibile accordo.
Secondo Araghchi, i negoziati e gli scambi di messaggi tra le parti sono ancora in corso e qualsiasi conclusione sarebbe prematura fino a quando non verranno annunciati risultati ufficiali.
Israele avanza in Libano, Hezbollah lancia razzi
Nel frattempo resta altissima la tensione sul fronte israelo-libanese. L’esercito israeliano ha comunicato di aver intercettato un razzo lanciato da Hezbollah verso l’Alta Galilea e di aver colpito successivamente le postazioni utilizzate per gli attacchi. Israele continua inoltre la propria avanzata nel Libano meridionale, dove avrebbe conquistato il castello strategico di Beaufort e spinto le proprie forze oltre il fiume Litani nel tentativo di isolare Hezbollah.
In questo quadro, il segretario di Stato americano Marco Rubio ha avuto colloqui con il presidente libanese Joseph Aoun e con il premier israeliano Benjamin Netanyahu, chiedendo che sia Hezbollah a interrompere per primo gli attacchi per favorire una de-escalation.

