Governo sotto pressione: Trump attacca ancora Meloni
La vigilia del vertice Nato di Ankara si apre con un nuovo fronte di tensione per il governo guidato da Giorgia Meloni. A riaccendere il dibattito politico è stato un nuovo attacco del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che sulla piattaforma Truth ha pubblicato un fotomontaggio satirico della presidente del Consiglio accompagnato dalla frase “serve un ordine restrittivo”. Un gesto che ha provocato una rara convergenza di condanna tra maggioranza e opposizione, mentre sul piano interno l’esecutivo è chiamato a fronteggiare le polemiche per il ripristino delle accise sui carburanti e il duro confronto con il Movimento 5 Stelle sulla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid.
Il caso Trump-Meloni
Il nuovo affondo di Trump arriva in un momento particolarmente delicato per le relazioni transatlantiche, a poche ore dall’apertura del summit Nato. Palazzo Chigi ha scelto, almeno per il momento, di non replicare ufficialmente, mantenendo la linea del massimo riserbo già adottata in occasione dei precedenti attacchi dell’ex presidente americano.
Dal governo sono arrivate comunque prese di posizione nette. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha liquidato il post di Trump affermando che “si commenta da solo”, ribadendo che i rapporti tra Italia e Stati Uniti restano strategici e vanno oltre le dichiarazioni dei singoli leader. Sulla stessa linea il ministro della Difesa Guido Crosetto, secondo cui “le persone passano, i rapporti tra gli Stati devono rimanere”, mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa ha espresso solidarietà alla premier definendo “incomprensibile” l’attacco.
Anche esponenti della Lega hanno preso le distanze dalle parole del presidente americano. La deputata Simonetta Matone ha sostenuto che Trump “ha toppato”, mentre il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha invitato Meloni a “guardare e passare”, ricordando il profondo legame storico tra Italia e Stati Uniti.
Le opposizioni condannano gli attacchi
L’episodio ha prodotto una reazione bipartisan. Il leader di Azione Carlo Calenda ha definito Trump “un ignobile bullo da quattro soldi”, esprimendo piena solidarietà alla presidente del Consiglio.
La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha parlato di dichiarazioni “inaccettabili”, sottolineando che, al di là delle differenze politiche, “da italiani non possiamo accettare insulti da capi di governo stranieri”. Allo stesso tempo ha criticato la politica estera dell’esecutivo, accusandolo di aver mantenuto un atteggiamento eccessivamente allineato all’amministrazione statunitense.
Anche Giuseppe Conte ha giudicato “inaccettabili” le parole di Trump, sostenendo che simili attacchi colpiscono l’intero Paese e non soltanto il presidente del Consiglio.
Vertice Nato tra spese militari e Ucraina
Le tensioni diplomatiche si inseriscono in un contesto già complesso per il governo italiano. Il summit Nato di Ankara sarà infatti dominato dal confronto sull’aumento delle spese militari e sul progetto statunitense PURL (Prioritized Ukraine Requirements List), il piano che punta a far finanziare agli alleati europei l’acquisto di armamenti americani destinati all’Ucraina.
L’Italia, insieme ad altri importanti Paesi europei, mantiene un atteggiamento prudente sul progetto, preoccupata per l’impatto sui conti pubblici e per le possibili ricadute sull’industria europea della difesa.
Crosetto ha ribadito che gli impegni assunti all’interno dell’Alleanza devono essere rispettati, ricordando che far parte della Nato comporta anche obblighi precisi sul fronte degli investimenti nella difesa.
Il fronte interno: carburanti e polemiche economiche
Parallelamente alle tensioni internazionali, il governo deve affrontare le critiche per la mancata proroga dello sconto di sei centesimi sulle accise dei carburanti.
Con il ritorno della tassazione ordinaria, secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la benzina ha raggiunto una media di 1,820 euro al litro, mentre il gasolio è salito a 1,899 euro.
Le opposizioni parlano di un nuovo aggravio per famiglie e imprese. Più Europa ha accusato il governo di non avere una strategia energetica strutturale, mentre Alleanza Verdi e Sinistra continua a contestare la scelta di destinare maggiori risorse alla difesa anziché alla sanità e al welfare.
Sul tema sanitario Schlein ha rilanciato l’impegno del Partito Democratico a riportare la spesa sanitaria al 7% del PIL, contrapponendola all’aumento delle spese militari previsto dall’attuale esecutivo.
Lo scontro sulla Commissione Covid
Resta alta anche la tensione tra Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle.
Giuseppe Conte ha inviato una nuova lettera al presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid chiedendo di conoscere la data della propria audizione, sostenendo di voler chiarire definitivamente le accuse rivoltegli sulla gestione della pandemia.
Da Fratelli d’Italia è arrivata però una risposta durissima. Il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami ha ribadito che l’ex presidente del Consiglio dovrebbe prima dimettersi dalla Commissione e solo successivamente essere convocato per l’audizione, accusandolo di voler mantenere privilegi incompatibili con il ruolo.
Un clima politico sempre più acceso
Tra tensioni diplomatiche con Washington, dossier aperti in vista del vertice Nato, rincari dei carburanti e scontri sempre più duri tra maggioranza e opposizioni sulla gestione della pandemia e sulle priorità economiche, il governo Meloni affronta una delle fasi più delicate degli ultimi mesi.
La riunione dell’Alleanza Atlantica rappresenterà un banco di prova importante per la politica estera italiana, mentre sul fronte interno il confronto politico appare destinato a intensificarsi nelle prossime settimane, con economia, sanità e politica internazionale al centro dello scontro tra governo e opposizioni.
Il caso Trump-Meloni
Il nuovo affondo di Trump arriva in un momento particolarmente delicato per le relazioni transatlantiche, a poche ore dall’apertura del summit Nato. Palazzo Chigi ha scelto, almeno per il momento, di non replicare ufficialmente, mantenendo la linea del massimo riserbo già adottata in occasione dei precedenti attacchi dell’ex presidente americano.
Dal governo sono arrivate comunque prese di posizione nette. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha liquidato il post di Trump affermando che “si commenta da solo”, ribadendo che i rapporti tra Italia e Stati Uniti restano strategici e vanno oltre le dichiarazioni dei singoli leader. Sulla stessa linea il ministro della Difesa Guido Crosetto, secondo cui “le persone passano, i rapporti tra gli Stati devono rimanere”, mentre il presidente del Senato Ignazio La Russa ha espresso solidarietà alla premier definendo “incomprensibile” l’attacco.
Anche esponenti della Lega hanno preso le distanze dalle parole del presidente americano. La deputata Simonetta Matone ha sostenuto che Trump “ha toppato”, mentre il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha invitato Meloni a “guardare e passare”, ricordando il profondo legame storico tra Italia e Stati Uniti.
Le opposizioni condannano gli attacchi
L’episodio ha prodotto una reazione bipartisan. Il leader di Azione Carlo Calenda ha definito Trump “un ignobile bullo da quattro soldi”, esprimendo piena solidarietà alla presidente del Consiglio.
La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein ha parlato di dichiarazioni “inaccettabili”, sottolineando che, al di là delle differenze politiche, “da italiani non possiamo accettare insulti da capi di governo stranieri”. Allo stesso tempo ha criticato la politica estera dell’esecutivo, accusandolo di aver mantenuto un atteggiamento eccessivamente allineato all’amministrazione statunitense.
Anche Giuseppe Conte ha giudicato “inaccettabili” le parole di Trump, sostenendo che simili attacchi colpiscono l’intero Paese e non soltanto il presidente del Consiglio.
Vertice Nato tra spese militari e Ucraina
Le tensioni diplomatiche si inseriscono in un contesto già complesso per il governo italiano. Il summit Nato di Ankara sarà infatti dominato dal confronto sull’aumento delle spese militari e sul progetto statunitense PURL (Prioritized Ukraine Requirements List), il piano che punta a far finanziare agli alleati europei l’acquisto di armamenti americani destinati all’Ucraina.
L’Italia, insieme ad altri importanti Paesi europei, mantiene un atteggiamento prudente sul progetto, preoccupata per l’impatto sui conti pubblici e per le possibili ricadute sull’industria europea della difesa.
Crosetto ha ribadito che gli impegni assunti all’interno dell’Alleanza devono essere rispettati, ricordando che far parte della Nato comporta anche obblighi precisi sul fronte degli investimenti nella difesa.
Il fronte interno: carburanti e polemiche economiche
Parallelamente alle tensioni internazionali, il governo deve affrontare le critiche per la mancata proroga dello sconto di sei centesimi sulle accise dei carburanti.
Con il ritorno della tassazione ordinaria, secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, la benzina ha raggiunto una media di 1,820 euro al litro, mentre il gasolio è salito a 1,899 euro.
Le opposizioni parlano di un nuovo aggravio per famiglie e imprese. Più Europa ha accusato il governo di non avere una strategia energetica strutturale, mentre Alleanza Verdi e Sinistra continua a contestare la scelta di destinare maggiori risorse alla difesa anziché alla sanità e al welfare.
Sul tema sanitario Schlein ha rilanciato l’impegno del Partito Democratico a riportare la spesa sanitaria al 7% del PIL, contrapponendola all’aumento delle spese militari previsto dall’attuale esecutivo.
Lo scontro sulla Commissione Covid
Resta alta anche la tensione tra Fratelli d’Italia e Movimento 5 Stelle.
Giuseppe Conte ha inviato una nuova lettera al presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid chiedendo di conoscere la data della propria audizione, sostenendo di voler chiarire definitivamente le accuse rivoltegli sulla gestione della pandemia.
Da Fratelli d’Italia è arrivata però una risposta durissima. Il capogruppo alla Camera Galeazzo Bignami ha ribadito che l’ex presidente del Consiglio dovrebbe prima dimettersi dalla Commissione e solo successivamente essere convocato per l’audizione, accusandolo di voler mantenere privilegi incompatibili con il ruolo.
Un clima politico sempre più acceso
Tra tensioni diplomatiche con Washington, dossier aperti in vista del vertice Nato, rincari dei carburanti e scontri sempre più duri tra maggioranza e opposizioni sulla gestione della pandemia e sulle priorità economiche, il governo Meloni affronta una delle fasi più delicate degli ultimi mesi.
La riunione dell’Alleanza Atlantica rappresenterà un banco di prova importante per la politica estera italiana, mentre sul fronte interno il confronto politico appare destinato a intensificarsi nelle prossime settimane, con economia, sanità e politica internazionale al centro dello scontro tra governo e opposizioni.

