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Governo Meloni tra tensioni internazionali, Pnrr e voto amministrativo: l’Ue valuta sanzioni contro Ben Gvir

Si intensifica il confronto politico attorno al governo guidato da Giorgia Meloni, mentre sul piano internazionale cresce la pressione diplomatica dopo il caso della Global Sumud Flotilla. Nelle stesse ore, l’esecutivo ha confermato il rinnovo del taglio delle accise sui carburanti fino all’8 giugno, mentre il Paese entra ufficialmente nel silenzio elettorale in vista delle elezioni comunali del 24 e 25 maggio.

Flotilla, l’Unione europea valuta sanzioni contro Ben Gvir

L’Unione europea ha aperto alla possibilità di sanzioni nei confronti del ministro israeliano Itamar Ben-Gvir dopo l’assalto alla Global Sumud Flotilla, la missione umanitaria fermata dalle autorità israeliane. La proposta è stata sostenuta dal ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani, che ha chiesto una valutazione politica condivisa a livello europeo.

L’iter, tuttavia, si presenta complesso: eventuali sanzioni richiederebbero infatti l’unanimità dei Paesi membri dell’Ue, condizione che potrebbe rallentare o bloccare qualsiasi decisione concreta.

Nel frattempo, il portavoce delle Nazioni Unite ha espresso “forte preoccupazione” per il trattamento riservato dagli israeliani agli attivisti fermati durante l’operazione. Secondo l’Onu, le testimonianze raccolte e i video diffusi mostrerebbero situazioni “umilianti” nei confronti dei detenuti. Le Nazioni Unite hanno chiesto il rilascio immediato degli attivisti e il loro rimpatrio, sottolineando che eventuali abusi dovranno essere accertati e perseguiti.

Accise prorogate fino all’8 giugno

Sul fronte economico, il governo ha prorogato il taglio temporaneo delle accise sui carburanti fino all’8 giugno. Lo sconto rimane fissato a 20 centesimi al litro sul gasolio e 5 centesimi sulla benzina, misura che l’esecutivo considera necessaria per contenere l’impatto dei rincari energetici su famiglie e imprese.

Critiche sono arrivate dal leader del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che ha accusato il governo di procedere attraverso “decreti e decretini” senza affrontare riforme strutturali capaci di incidere realmente sull’economia del Paese.

Pnrr, l’attacco del Pd: “Governo in zona Cesarini”

A riaccendere il dibattito politico è anche il tema del Piano nazionale di ripresa e resilienza. In un’intervista a La Stampa, l’europarlamentare del Partito Democratico Irene Tinagli ha criticato duramente la gestione del Pnrr da parte del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti.

Secondo Tinagli, l’Italia sarebbe ormai “in zona Cesarini” rispetto ai tempi previsti dal piano europeo, con il rischio concreto di non riuscire a spendere efficacemente le risorse disponibili. L’esponente dem sostiene che il governo abbia modificato la propria linea comunicativa nei confronti di Bruxelles: “Fino a ieri ci presentavamo come primi della classe, oggi sembriamo disperati che chiedono aiuto”.

Tinagli ha inoltre sottolineato come il problema principale evidenziato dall’Europa non sia soltanto l’elevato debito pubblico italiano, ma soprattutto la scarsa crescita economica del Paese, che continua a collocarsi nelle ultime posizioni tra gli Stati membri dell’Ue. Secondo la parlamentare europea, il governo starebbe inoltre cercando di spostare il dibattito pubblico su temi come immigrazione e sicurezza per alleggerire la pressione sulle difficoltà economiche.

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