Elezioni comunali 2026, seggi aperti in 743 comuni: sfida aperta a Venezia, De Luca tenta il ritorno a Salerno
Urne aperte oggi, domenica 24 maggio, per il primo giorno delle elezioni comunali 2026. Si vota dalle 7 alle 23 in 743 comuni italiani, tra cui 18 capoluoghi di provincia. L’attenzione nazionale è concentrata soprattutto sulle grandi città chiamate al rinnovo dell’amministrazione comunale: da Venezia a Reggio Calabria, passando per Prato e Salerno, dove il voto assume anche un forte significato politico in vista dei prossimi equilibri nazionali.
I risultati definitivi arriveranno domani, al termine della seconda giornata di voto. Nei comuni sopra i 15mila abitanti, se nessun candidato supererà il 50% dei consensi, si andrà al ballottaggio il 7 e 8 giugno.
Affluenza e modalità di voto
Le operazioni di voto sono iniziate regolarmente in tutta Italia. Nei comuni fino a 15mila abitanti è previsto il sistema maggioritario secco: vince il candidato sindaco che ottiene anche un solo voto in più degli avversari. Nei comuni più grandi, invece, il sindaco viene eletto al primo turno soltanto con la maggioranza assoluta dei voti validi.
Gli elettori possono esprimere fino a due preferenze per il consiglio comunale, purché riferite a candidati della stessa lista e di genere diverso. Resta inoltre possibile il voto disgiunto tra sindaco e lista.
Venezia, duello tra Martella e Venturini
A Venezia la partita principale è quella tra Andrea Martella e Simone Venturini. Il candidato del centrosinistra, sostenuto da Pd, Movimento 5 Stelle, Avs e diverse liste civiche e moderate, punta a riportare il “campo largo” alla guida della città lagunare. La coalizione che lo sostiene si presenta con il nome “La stagione buona”.
Sul fronte opposto, il centrodestra schiera Simone Venturini, sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e da una lista civica collegata. La campagna elettorale si è concentrata soprattutto sui temi del turismo di massa, della residenzialità e della gestione dei trasporti lagunari.
Completano il quadro altri sei candidati, tra cui Giovanni Andrea Martini con la coalizione civica “Tutta la città che vogliamo” e l’economista Michele Boldrin con la lista “Ora – il coraggio dell’ovvio”.
Reggio Calabria, centrodestra all’assalto
Sfida molto combattuta anche a Reggio Calabria, dove il centrodestra tenta di conquistare Palazzo San Giorgio con Francesco Cannizzaro, deputato di Forza Italia e figura di riferimento della coalizione di governo in Calabria.
A contendergli la carica è Domenico Battaglia, candidato del centrosinistra ed ex vicesindaco, oggi sindaco facente funzioni dopo le dimissioni di Giuseppe Falcomatà. Battaglia è sostenuto da Pd, Alleanza Verdi-Sinistra e liste civiche locali.
Presenti anche candidature indipendenti e civiche, tra cui Eduardo Lamberti Castronuovo e Saverio Pazzano, che potrebbero incidere sugli equilibri del primo turno.
Salerno, Vincenzo De Luca tenta il ritorno
Tra le città più osservate c’è anche Salerno, dove Vincenzo De Luca torna protagonista della scena politica locale. Dopo l’esperienza da presidente della Regione Campania e il lungo passato da sindaco della città, De Luca prova a rientrare direttamente nell’amministrazione comunale, puntando sul consenso personale costruito negli anni.
La sua candidatura ha inevitabilmente trasformato il voto salernitano in uno dei principali test politici del Mezzogiorno, con riflessi anche sugli assetti interni del centrosinistra campano.
I risultati definitivi arriveranno domani, al termine della seconda giornata di voto. Nei comuni sopra i 15mila abitanti, se nessun candidato supererà il 50% dei consensi, si andrà al ballottaggio il 7 e 8 giugno.
Affluenza e modalità di voto
Le operazioni di voto sono iniziate regolarmente in tutta Italia. Nei comuni fino a 15mila abitanti è previsto il sistema maggioritario secco: vince il candidato sindaco che ottiene anche un solo voto in più degli avversari. Nei comuni più grandi, invece, il sindaco viene eletto al primo turno soltanto con la maggioranza assoluta dei voti validi.
Gli elettori possono esprimere fino a due preferenze per il consiglio comunale, purché riferite a candidati della stessa lista e di genere diverso. Resta inoltre possibile il voto disgiunto tra sindaco e lista.
Venezia, duello tra Martella e Venturini
A Venezia la partita principale è quella tra Andrea Martella e Simone Venturini. Il candidato del centrosinistra, sostenuto da Pd, Movimento 5 Stelle, Avs e diverse liste civiche e moderate, punta a riportare il “campo largo” alla guida della città lagunare. La coalizione che lo sostiene si presenta con il nome “La stagione buona”.
Sul fronte opposto, il centrodestra schiera Simone Venturini, sostenuto da Fratelli d’Italia, Lega, Forza Italia e da una lista civica collegata. La campagna elettorale si è concentrata soprattutto sui temi del turismo di massa, della residenzialità e della gestione dei trasporti lagunari.
Completano il quadro altri sei candidati, tra cui Giovanni Andrea Martini con la coalizione civica “Tutta la città che vogliamo” e l’economista Michele Boldrin con la lista “Ora – il coraggio dell’ovvio”.
Reggio Calabria, centrodestra all’assalto
Sfida molto combattuta anche a Reggio Calabria, dove il centrodestra tenta di conquistare Palazzo San Giorgio con Francesco Cannizzaro, deputato di Forza Italia e figura di riferimento della coalizione di governo in Calabria.
A contendergli la carica è Domenico Battaglia, candidato del centrosinistra ed ex vicesindaco, oggi sindaco facente funzioni dopo le dimissioni di Giuseppe Falcomatà. Battaglia è sostenuto da Pd, Alleanza Verdi-Sinistra e liste civiche locali.
Presenti anche candidature indipendenti e civiche, tra cui Eduardo Lamberti Castronuovo e Saverio Pazzano, che potrebbero incidere sugli equilibri del primo turno.
Salerno, Vincenzo De Luca tenta il ritorno
Tra le città più osservate c’è anche Salerno, dove Vincenzo De Luca torna protagonista della scena politica locale. Dopo l’esperienza da presidente della Regione Campania e il lungo passato da sindaco della città, De Luca prova a rientrare direttamente nell’amministrazione comunale, puntando sul consenso personale costruito negli anni.
La sua candidatura ha inevitabilmente trasformato il voto salernitano in uno dei principali test politici del Mezzogiorno, con riflessi anche sugli assetti interni del centrosinistra campano.

