Gaza, Trump annuncia: “Israele accetta tregua di 60 giorni, ora tocca a Hamas”
Donald Trump ha annunciato che Israele ha accettato i termini per una tregua di 60 giorni nella Striscia di Gaza, ponendo le basi per un possibile cessate il fuoco dopo mesi di conflitto. L’annuncio, pubblicato su Truth Social, arriva all’indomani di una serie di intensi colloqui tra funzionari statunitensi e israeliani nella capitale americana.
“Israele ha accettato le condizioni necessarie per finalizzare il cessate il fuoco di 60 giorni, durante il quale lavoreremo con tutte le parti per porre fine alla guerra”, ha dichiarato l’ex presidente americano, che punta a rafforzare il proprio ruolo di mediatore internazionale nella sua corsa alla Casa Bianca del 2024. “Spero, per il bene del Medio Oriente, che Hamas accetti questo accordo, perché la situazione non migliorerà, ma peggiorerà”.
L’annuncio segue un incontro tra Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Washington, e una serie di riunioni tra il ministro israeliano per gli Affari Strategici Ron Dermer e alti esponenti dell’amministrazione americana, tra cui il vicepresidente J.D. Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e l’inviato speciale Steve Witkoff. Secondo quanto riferito, la proposta finale sarà presentata ad Hamas da mediatori del Qatar e dell’Egitto, coinvolti attivamente nei negoziati. Tuttavia, non sono ancora stati resi noti i dettagli concreti dell’accordo.
Mentre Israele ha dato il via libera preliminare alla proposta, la risposta di Hamas resta per ora incerta. Secondo fonti vicine ai negoziati, uno dei punti centrali delle richieste del gruppo palestinese sarebbe l’inizio di un processo di pace duraturo, che ponga fine in modo permanente a raid e combattimenti, non solo per la durata limitata della tregua. L’annuncio di una possibile tregua arriva in un contesto di crescente crisi umanitaria. Solo pochi giorni fa, un raid aereo israeliano ha colpito un bar sulla costa nord della Striscia, usato anche come Internet point da giornalisti. Secondo Al Jazeera, l’attacco ha causato 39 vittime, tra cui un fotoreporter palestinese, e decine di feriti.
Intanto, la popolazione di Gaza continua a vivere in condizioni estreme. Oltre 130 organizzazioni non governative, tra cui Save the Children, hanno lanciato un appello urgente per revocare il blocco degli aiuti e ripristinare i meccanismi di coordinamento umanitario guidati dalle Nazioni Unite. Secondo le ONG, l’attuale sistema controllato dall’esercito israeliano ha sostituito quello umanitario, costringendo i civili a rischiare la vita pur di ottenere cibo e beni di prima necessità.
“Si tratta di una scelta impossibile: morire di fame o rischiare di essere colpiti mentre si cerca di procurarsi da mangiare”, si legge nel comunicato congiunto.
“Israele ha accettato le condizioni necessarie per finalizzare il cessate il fuoco di 60 giorni, durante il quale lavoreremo con tutte le parti per porre fine alla guerra”, ha dichiarato l’ex presidente americano, che punta a rafforzare il proprio ruolo di mediatore internazionale nella sua corsa alla Casa Bianca del 2024. “Spero, per il bene del Medio Oriente, che Hamas accetti questo accordo, perché la situazione non migliorerà, ma peggiorerà”.
L’annuncio segue un incontro tra Trump e il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Washington, e una serie di riunioni tra il ministro israeliano per gli Affari Strategici Ron Dermer e alti esponenti dell’amministrazione americana, tra cui il vicepresidente J.D. Vance, il segretario di Stato Marco Rubio e l’inviato speciale Steve Witkoff. Secondo quanto riferito, la proposta finale sarà presentata ad Hamas da mediatori del Qatar e dell’Egitto, coinvolti attivamente nei negoziati. Tuttavia, non sono ancora stati resi noti i dettagli concreti dell’accordo.
Mentre Israele ha dato il via libera preliminare alla proposta, la risposta di Hamas resta per ora incerta. Secondo fonti vicine ai negoziati, uno dei punti centrali delle richieste del gruppo palestinese sarebbe l’inizio di un processo di pace duraturo, che ponga fine in modo permanente a raid e combattimenti, non solo per la durata limitata della tregua. L’annuncio di una possibile tregua arriva in un contesto di crescente crisi umanitaria. Solo pochi giorni fa, un raid aereo israeliano ha colpito un bar sulla costa nord della Striscia, usato anche come Internet point da giornalisti. Secondo Al Jazeera, l’attacco ha causato 39 vittime, tra cui un fotoreporter palestinese, e decine di feriti.
Intanto, la popolazione di Gaza continua a vivere in condizioni estreme. Oltre 130 organizzazioni non governative, tra cui Save the Children, hanno lanciato un appello urgente per revocare il blocco degli aiuti e ripristinare i meccanismi di coordinamento umanitario guidati dalle Nazioni Unite. Secondo le ONG, l’attuale sistema controllato dall’esercito israeliano ha sostituito quello umanitario, costringendo i civili a rischiare la vita pur di ottenere cibo e beni di prima necessità.
“Si tratta di una scelta impossibile: morire di fame o rischiare di essere colpiti mentre si cerca di procurarsi da mangiare”, si legge nel comunicato congiunto.

