Garlasco, vertice in Procura: verso la chiusura delle indagini. Scenari per Sempio e Stasi
Potrebbe rappresentare una svolta decisiva l’incontro previsto oggi tra il procuratore di Pavia Fabio Napoleone e la procuratrice generale di Milano Francesca Nanni nell’ambito della nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi. Al centro, la posizione di Andrea Sempio, nuovamente indagato a distanza di anni per l’omicidio avvenuto nel 2007.
L’incontro tra le due Procure arriva in una fase avanzata dell’indagine e potrebbe segnare un passaggio cruciale verso la chiusura del fascicolo. Dopo oltre un anno di attività investigative, infatti, gli inquirenti stanno acquisendo le ultime perizie tecniche richieste, tra cui quella – molto attesa – sui computer della vittima e di Alberto Stasi. Un’analisi che potrebbe fornire elementi nuovi o chiarire aspetti rimasti in ombra nelle indagini precedenti.
Sempio, all’epoca dei fatti diciannovenne e amico del fratello della vittima, è tornato sotto la lente della magistratura in un’inchiesta parallela rispetto a quella che ha già portato alla condanna definitiva di Stasi nel 2015. Una sentenza, quella della Cassazione, che ha individuato un unico responsabile nel delitto, rendendo giuridicamente complesso qualsiasi scenario alternativo senza passare per una revisione del processo.
Ed è proprio questo uno dei possibili temi sul tavolo del vertice odierno: la valutazione, da parte della Procura generale di Milano, di un eventuale percorso che possa portare alla revisione della condanna di Stasi. L’ex fidanzato di Chiara Poggi, che sta terminando di scontare una pena di 16 anni, si è sempre dichiarato innocente. I suoi legali lavorano da tempo per ottenere una riapertura del caso, facendo leva sui nuovi elementi emersi.
Tra questi, anche le recenti perizie tecniche e le analisi condotte dalla consulente Cristina Cattaneo, ritenute dalla difesa potenzialmente favorevoli a Stasi. Secondo l’avvocata Giada Bocellari, ci sarebbero elementi “a discarico o addirittura la prova negativa della responsabilità” del suo assistito.
Nel frattempo, sul fronte Sempio, la chiusura delle indagini appare sempre più vicina. I termini massimi scadranno ad agosto, ma è probabile che la Procura arrivi prima a una decisione, anche alla luce della pressione mediatica che continua a circondare uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi decenni.
L’incontro tra le due Procure arriva in una fase avanzata dell’indagine e potrebbe segnare un passaggio cruciale verso la chiusura del fascicolo. Dopo oltre un anno di attività investigative, infatti, gli inquirenti stanno acquisendo le ultime perizie tecniche richieste, tra cui quella – molto attesa – sui computer della vittima e di Alberto Stasi. Un’analisi che potrebbe fornire elementi nuovi o chiarire aspetti rimasti in ombra nelle indagini precedenti.
Sempio, all’epoca dei fatti diciannovenne e amico del fratello della vittima, è tornato sotto la lente della magistratura in un’inchiesta parallela rispetto a quella che ha già portato alla condanna definitiva di Stasi nel 2015. Una sentenza, quella della Cassazione, che ha individuato un unico responsabile nel delitto, rendendo giuridicamente complesso qualsiasi scenario alternativo senza passare per una revisione del processo.
Ed è proprio questo uno dei possibili temi sul tavolo del vertice odierno: la valutazione, da parte della Procura generale di Milano, di un eventuale percorso che possa portare alla revisione della condanna di Stasi. L’ex fidanzato di Chiara Poggi, che sta terminando di scontare una pena di 16 anni, si è sempre dichiarato innocente. I suoi legali lavorano da tempo per ottenere una riapertura del caso, facendo leva sui nuovi elementi emersi.
Tra questi, anche le recenti perizie tecniche e le analisi condotte dalla consulente Cristina Cattaneo, ritenute dalla difesa potenzialmente favorevoli a Stasi. Secondo l’avvocata Giada Bocellari, ci sarebbero elementi “a discarico o addirittura la prova negativa della responsabilità” del suo assistito.
Nel frattempo, sul fronte Sempio, la chiusura delle indagini appare sempre più vicina. I termini massimi scadranno ad agosto, ma è probabile che la Procura arrivi prima a una decisione, anche alla luce della pressione mediatica che continua a circondare uno dei casi di cronaca nera più discussi degli ultimi decenni.

