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Garlasco, il penalista sulla strategia dei pm: “Mossa spiazzante”

Andrea Sempio sceglie di non rispondere ai magistrati, ma dall’interrogatorio emergono nuovi elementi destinati ad alimentare il caso Garlasco. Secondo quanto anticipato dal Tg1, gli inquirenti avrebbero in mano un’intercettazione nella quale Sempio parlerebbe dei video intimi tra Chiara Poggi e Alberto Stasi e di un presunto approccio nei confronti della ragazza, che sarebbe stato respinto poco prima del delitto.

Una mossa che, secondo l’avvocato penalista Paolo Di Fresco, avrebbe avuto un obiettivo preciso: mettere sotto pressione l’indagato e costringerlo a esporsi.

“Una mossa del cavallo”

Per il legale, la decisione della Procura di far emergere dettagli così delicati proprio nel giorno dell’interrogatorio non sarebbe casuale.

«A mio avviso, con questa rivelazione i pm hanno costretto Sempio a scoprirsi e a dare spiegazioni che contraddicono quanto aveva dichiarato prima, anche pubblicamente. È un’iniziativa spiazzante, una mossa del cavallo per dirla in termini scacchistici».

Secondo Di Fresco, la strategia degli inquirenti potrebbe non fermarsi qui:

«Non possiamo escludere che a breve possano essercene altre».

La scelta di non rispondere

Andrea Sempio, indagato per l’omicidio di Chiara Poggi, si è avvalso della facoltà di non rispondere durante l’interrogatorio in Procura a Pavia. Una decisione già annunciata dai suoi difensori, gli avvocati Angela Taccia e Liborio Cataliotti.

Per il penalista, la scelta della difesa è comprensibile:

«Credo che la difesa di Sempio preferisca attendere che l’accusa sveli tutte le carte anziché avventurarsi in un confronto con il pm che potrebbe rivelarsi deleterio per l’indagato».

Di Fresco sottolinea infatti come affrontare un interrogatorio senza conoscere tutti gli elementi raccolti dagli investigatori possa rappresentare un rischio importante:

«Farsi interrogare “al buio” significa correre il rischio che quelle dichiarazioni abbiano poi un peso nel processo».

“Interviste e interrogatori sono due cose diverse”

Negli ultimi mesi Sempio ha parlato più volte pubblicamente del caso, rilasciando interviste e dichiarazioni. Una scelta che potrebbe apparire in contrasto con il silenzio mantenuto davanti ai magistrati.

Secondo Di Fresco, però, le due situazioni non sono paragonabili:

«Un conto è rilasciare qualche intervista con l’obiettivo di alleggerire una pressione mediatica enorme, altro conto rispondere alle domande di un Pubblico Ministero che conosce già tutti gli atti d’indagine e può tentare di cogliere in contraddizione l’indagato».

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