(Video) Farmacisti campani contro il default
(Servizio: Daniela Giordano – Riprese: Marcello Santojanni – Montaggio: Carlo Maria Alfarano)
Una folla di camici bianchi si è riunita la mattina di giovedì, 26 luglio, davanti la sede della Regione Campania di Santa Lucia. I farmacisti campani si sono uniti alla “serrata” delle farmacie di tutta Italia, un secco no di proporzione nazionale agli ennesimi tagli previsti dalla spending review dell’ultimo decreto Monti. Parliamo della maggiorazione dell’1,83% sulle imposte da calcolare sul fatturato, motivo che ha condotto i farmacisti, ormai esasperati, ad “abbassare le saracinesche” per l’intera giornata, ad eccezione di quelle di turno obbligatorio. Al coro di protesta si è unito quello campano, che ha colto l’occasione per lamentarsi della disastrosa situazione finanziaria regionale, a serio rischio default. Le Aziende Sanitarie Locali delle varie province – e di Napoli in particolare – hanno accumulato debiti fino a undici mesi (è il caso dell’Asl Na1), con pesanti conseguenze non solo sulla qualità del servizio, ma soprattutto sull’occupazione. Molte farmacie, infatti, alla sola notizia dei provvedimenti governativi, pare abbiano già rivisto il proprio organico annunciando 34 licenziamenti e passaggi di contratto da full a part time (fonte: Il Mattino, 13 luglio 2012). Alla protesta, molti ci tenevano a precisare che quello che offrono è un servizio pubblico al cittadino, mentre dal governo percepiscono di essere trattati da semplici commercianti, nonostante costituiscano una fonte di spesa efficiente, che rientra nei parametri di volta in volta fissati. Qualcuno ha confidato di trarre soddisfazione ormai solo dalla propria clientela..quel sorriso rincuorato di chi riceve consigli sul proprio stato di salute dal farmacista di fiducia. Lo stato di sconforto è talmente alto che il Presidente di Federfarma Campania, Michele Di Iorio, e il Presidente dell’Ordine Farmacisti Na, Vincenzo Santagada, hanno proclamato lo sciopero della fame, da dieci giorni ormai.
