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Elezioni comunali 2025: il centrosinistra avanza nei capoluoghi, vittoria a Genova e Ravenna – Ballottaggi a Matera e Taranto

Si sono chiusi i seggi per le elezioni comunali 2025 e, con l’inizio dello spoglio, iniziano ad arrivare i primi risultati ufficiali, accompagnati da exit poll e proiezioni. Il dato più evidente che emerge da questa tornata è l’avanzata del centrosinistra nei principali capoluoghi al voto, con vittorie già praticamente certe a Genova e Ravenna, e un vantaggio solido in vista dei ballottaggi a Taranto e Matera.

Genova: la sorpresa di Salis

La notizia più eclatante della giornata arriva da Genova, dove il centrodestra ha ammesso la vittoria della candidata del centrosinistra, Ilaria Salis. Dopo una campagna elettorale accesa, incentrata su temi come ambiente, mobilità sostenibile e welfare cittadino, Salis ha ottenuto un risultato che ribalta gli equilibri del capoluogo ligure. Il centrodestra, al governo della città nelle ultime due legislature, non è riuscito a contenere l’avanzata della coalizione progressista, che ha saputo compattarsi intorno a un programma innovativo e inclusivo.

Ravenna: conferma per il Centrosinistra

Anche a Ravenna il centrosinistra si impone con decisione. Le prime proiezioni, confermate dalle sezioni scrutinate, mostrano un netto margine di vantaggio per il candidato progressista, che conferma la tradizione “rossa” della città. La campagna elettorale ravennate ha visto una partecipazione civica attiva, con grande attenzione al tema della cultura, del turismo sostenibile e della transizione ecologica.

Matera e Taranto: si va al ballottaggio

Diversa la situazione negli altri due capoluoghi chiamati al voto. A Matera e Taranto nessun candidato ha superato la soglia del 50%, rendendo necessario il ricorso al ballottaggio. In entrambe le città il centrosinistra è avanti, ma con margini più ridotti rispetto a Genova e Ravenna. Saranno decisive le prossime due settimane di campagna elettorale, durante le quali i candidati cercheranno di conquistare l’elettorato indeciso e quello dei candidati esclusi al primo turno. L’affluenza definitiva si è attestata al 56% a livello nazionale, un dato sostanzialmente in linea con quello registrato nel 2024. A Genova, tuttavia, l’affluenza è stata leggermente più bassa, fermandosi al 52%. Un segnale di disaffezione che potrebbe sollevare interrogativi sulla partecipazione politica, soprattutto nei grandi centri urbani.

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