Decreto Sicurezza: pene più severe per i cortei violenti e multe ai genitori
Il governo interviene nuovamente sul fronte della sicurezza pubblica. Il Consiglio dei ministri ha approvato, martedì 20 ottobre, un nuovo decreto Sicurezza che introduce una serie di misure per contrastare gli episodi di violenza nelle manifestazioni, i danneggiamenti e i disordini nelle aree maggiormente frequentate delle città.
Il provvedimento arriva dopo le tensioni che hanno accompagnato le proteste contro il carovita in diverse città italiane e punta a rafforzare gli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine, introducendo nuove fattispecie di reato, aggravanti e sanzioni anche nei confronti dei genitori di minori coinvolti in episodi violenti.
Le novità riguardano anche la responsabilità penale degli adolescenti, le modalità di arresto e l’impiego dei militari nelle attività di presidio del territorio.
Fermo preventivo fino a 12 ore anche nelle zone della movida
Una delle principali novità riguarda l’estensione del fermo preventivo, misura già prevista per le manifestazioni pubbliche e ora applicabile anche alle operazioni di polizia effettuate nei luoghi caratterizzati da un elevato afflusso di persone.
Il provvedimento consentirà alle forze dell’ordine di accompagnare e trattenere una persona negli uffici di polizia per un periodo massimo di 12 ore, secondo i presupposti previsti dalla normativa.
L’estensione interesserà quindi anche le zone della movida, le piazze e gli altri luoghi particolarmente affollati, ampliando il campo di applicazione di uno strumento finora limitato al contesto delle manifestazioni.
Minori imputabili dai 14 anni: cambiano le regole sull’accertamento
Il decreto interviene anche sulla responsabilità penale dei minorenni. Per i ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni, la capacità di intendere e di volere sarà considerata sussistente fino a prova contraria.
La modifica riguarda dunque le modalità di accertamento dell’imputabilità: non sarà più necessario dimostrare positivamente, caso per caso, la capacità del minore, che verrà invece presunta salvo prova contraria.
Vengono inoltre ampliate le possibilità di richiedere la custodia cautelare nei procedimenti penali minorili, includendo anche i casi di violenza organizzata durante le manifestazioni pubbliche e i danneggiamenti commessi da gruppi organizzati.
Nuovo reato per chi partecipa a manifestazioni violente
Tra gli interventi più significativi figura l’introduzione del reato di partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche.
La nuova fattispecie riguarda chi prende parte a un gruppo composto da più di cinque persone, organizzato anche occasionalmente, che agisce utilizzando armi, strumenti atti a offendere oppure esplosivi.
Per i responsabili sono previste pene da due a cinque anni di reclusione, accompagnate da una multa compresa tra 10mila e 20mila euro.
Le sanzioni potranno aumentare fino alla metà qualora il responsabile abbia agito con il volto coperto, provocato lesioni ad altre persone o danneggiato infrastrutture essenziali.
Particolarmente severe le disposizioni nei confronti di chi organizza o promuove queste iniziative attraverso le piattaforme social: in tali circostanze, la pena prevista va da quattro a dodici anni di reclusione.
Danneggiamenti e devastazioni: introdotte nuove aggravanti
Il decreto prevede un inasprimento delle conseguenze penali per alcuni reati commessi durante le manifestazioni.
Sono introdotte aggravanti a effetto speciale per i reati di devastazione e saccheggio e per gli attentati contro impianti di pubblica utilità, quando i fatti vengono commessi durante manifestazioni in luoghi pubblici o aperti al pubblico.
Un’ulteriore aggravante riguarderà i danneggiamenti a beni mobili, immobili o edifici pubblici quando vengono compiuti da gruppi composti da almeno cinque persone.
L’obiettivo dichiarato dell’intervento è contrastare le condotte violente organizzate e rafforzare la tutela delle infrastrutture e del patrimonio pubblico.
Arresti anche dopo le manifestazioni: arriva la flagranza differita
Un altro punto centrale del provvedimento riguarda l’ampliamento dell’arresto in flagranza differita.
Le forze di polizia giudiziaria potranno procedere all’arresto anche successivamente alla commissione del fatto, entro un limite massimo di 48 ore, quando la responsabilità risulti documentata in maniera inequivocabile attraverso fotografie, filmati o altri sistemi informatici.
La possibilità riguarderà i reati di danneggiamento commesso in gruppo, devastazione e saccheggio, attentato a impianti pubblici e partecipazione violenta alle manifestazioni.
La disposizione mira a consentire l’intervento delle autorità anche nei confronti di persone identificate attraverso le immagini raccolte durante gli scontri, senza che sia necessario procedere all’arresto nell’immediatezza dell’episodio.
Multe fino a 2mila euro per i genitori dei minorenni violenti
La stretta sulla sicurezza coinvolge anche le famiglie dei minorenni responsabili di determinati episodi di violenza.
Il decreto attribuisce al Prefetto la possibilità di applicare sanzioni amministrative ai genitori di ragazzi coinvolti in reati violenti o danneggiamenti commessi in gruppo.
Le multe previste vanno da 500 a mille euro e possono raggiungere i 2mila euro nei casi di reiterazione.
La sanzione non sarà tuttavia automatica: i genitori potranno evitarla dimostrando di non aver avuto la possibilità di impedire il comportamento del figlio.
Il Prefetto potrà inoltre emettere un’ordinanza per il risarcimento dei danni provocati ai beni pubblici.
A Milano arrivano 500 militari, ma senza poteri di polizia giudiziaria
Il provvedimento prevede anche il rafforzamento della presenza militare a Milano, con l’impiego di ulteriori 500 unità delle Forze armate fino al 31 dicembre 2026.
I militari opereranno con funzioni di agenti di pubblica sicurezza, ma non potranno esercitare i poteri propri della polizia giudiziaria.
Non saranno quindi autorizzati a effettuare arresti o fermi preventivi. Potranno invece procedere all’identificazione delle persone e, nei limiti previsti, a perquisizioni nei casi di flagranza di reato.
L’ipotesi iniziale di attribuire ai militari competenze più ampie, anticipata dal ministro della Difesa Guido Crosetto, non è stata mantenuta nel testo approvato, dopo le interlocuzioni con il Quirinale.
Sicurezza e diritto di manifestare: il nuovo equilibrio al centro del dibattito
Il nuovo decreto Sicurezza segna un ulteriore irrigidimento delle norme destinate a contrastare la violenza nelle piazze e i fenomeni di criminalità urbana.
L’ampliamento del fermo preventivo, l’introduzione di nuovi reati e il rafforzamento delle misure cautelari rappresentano gli aspetti principali di un intervento che potrebbe aprire un confronto sul rapporto tra esigenze di ordine pubblico, libertà di manifestazione e garanzie individuali.
Particolare attenzione sarà rivolta all’applicazione concreta delle nuove disposizioni, soprattutto per quanto riguarda il coinvolgimento dei minorenni, la responsabilità dei genitori e la distinzione tra partecipazione pacifica a una protesta e condotte penalmente rilevanti.
Con l’approvazione del Consiglio dei ministri si apre ora la fase di attuazione del provvedimento, destinato a incidere sugli strumenti di prevenzione e repressione dei reati connessi alle manifestazioni pubbliche e alla sicurezza urbana.
Il provvedimento arriva dopo le tensioni che hanno accompagnato le proteste contro il carovita in diverse città italiane e punta a rafforzare gli strumenti a disposizione delle forze dell’ordine, introducendo nuove fattispecie di reato, aggravanti e sanzioni anche nei confronti dei genitori di minori coinvolti in episodi violenti.
Le novità riguardano anche la responsabilità penale degli adolescenti, le modalità di arresto e l’impiego dei militari nelle attività di presidio del territorio.
Fermo preventivo fino a 12 ore anche nelle zone della movida
Una delle principali novità riguarda l’estensione del fermo preventivo, misura già prevista per le manifestazioni pubbliche e ora applicabile anche alle operazioni di polizia effettuate nei luoghi caratterizzati da un elevato afflusso di persone.
Il provvedimento consentirà alle forze dell’ordine di accompagnare e trattenere una persona negli uffici di polizia per un periodo massimo di 12 ore, secondo i presupposti previsti dalla normativa.
L’estensione interesserà quindi anche le zone della movida, le piazze e gli altri luoghi particolarmente affollati, ampliando il campo di applicazione di uno strumento finora limitato al contesto delle manifestazioni.
Minori imputabili dai 14 anni: cambiano le regole sull’accertamento
Il decreto interviene anche sulla responsabilità penale dei minorenni. Per i ragazzi di età compresa tra i 14 e i 18 anni, la capacità di intendere e di volere sarà considerata sussistente fino a prova contraria.
La modifica riguarda dunque le modalità di accertamento dell’imputabilità: non sarà più necessario dimostrare positivamente, caso per caso, la capacità del minore, che verrà invece presunta salvo prova contraria.
Vengono inoltre ampliate le possibilità di richiedere la custodia cautelare nei procedimenti penali minorili, includendo anche i casi di violenza organizzata durante le manifestazioni pubbliche e i danneggiamenti commessi da gruppi organizzati.
Nuovo reato per chi partecipa a manifestazioni violente
Tra gli interventi più significativi figura l’introduzione del reato di partecipazione violenta a manifestazioni pubbliche.
La nuova fattispecie riguarda chi prende parte a un gruppo composto da più di cinque persone, organizzato anche occasionalmente, che agisce utilizzando armi, strumenti atti a offendere oppure esplosivi.
Per i responsabili sono previste pene da due a cinque anni di reclusione, accompagnate da una multa compresa tra 10mila e 20mila euro.
Le sanzioni potranno aumentare fino alla metà qualora il responsabile abbia agito con il volto coperto, provocato lesioni ad altre persone o danneggiato infrastrutture essenziali.
Particolarmente severe le disposizioni nei confronti di chi organizza o promuove queste iniziative attraverso le piattaforme social: in tali circostanze, la pena prevista va da quattro a dodici anni di reclusione.
Danneggiamenti e devastazioni: introdotte nuove aggravanti
Il decreto prevede un inasprimento delle conseguenze penali per alcuni reati commessi durante le manifestazioni.
Sono introdotte aggravanti a effetto speciale per i reati di devastazione e saccheggio e per gli attentati contro impianti di pubblica utilità, quando i fatti vengono commessi durante manifestazioni in luoghi pubblici o aperti al pubblico.
Un’ulteriore aggravante riguarderà i danneggiamenti a beni mobili, immobili o edifici pubblici quando vengono compiuti da gruppi composti da almeno cinque persone.
L’obiettivo dichiarato dell’intervento è contrastare le condotte violente organizzate e rafforzare la tutela delle infrastrutture e del patrimonio pubblico.
Arresti anche dopo le manifestazioni: arriva la flagranza differita
Un altro punto centrale del provvedimento riguarda l’ampliamento dell’arresto in flagranza differita.
Le forze di polizia giudiziaria potranno procedere all’arresto anche successivamente alla commissione del fatto, entro un limite massimo di 48 ore, quando la responsabilità risulti documentata in maniera inequivocabile attraverso fotografie, filmati o altri sistemi informatici.
La possibilità riguarderà i reati di danneggiamento commesso in gruppo, devastazione e saccheggio, attentato a impianti pubblici e partecipazione violenta alle manifestazioni.
La disposizione mira a consentire l’intervento delle autorità anche nei confronti di persone identificate attraverso le immagini raccolte durante gli scontri, senza che sia necessario procedere all’arresto nell’immediatezza dell’episodio.
Multe fino a 2mila euro per i genitori dei minorenni violenti
La stretta sulla sicurezza coinvolge anche le famiglie dei minorenni responsabili di determinati episodi di violenza.
Il decreto attribuisce al Prefetto la possibilità di applicare sanzioni amministrative ai genitori di ragazzi coinvolti in reati violenti o danneggiamenti commessi in gruppo.
Le multe previste vanno da 500 a mille euro e possono raggiungere i 2mila euro nei casi di reiterazione.
La sanzione non sarà tuttavia automatica: i genitori potranno evitarla dimostrando di non aver avuto la possibilità di impedire il comportamento del figlio.
Il Prefetto potrà inoltre emettere un’ordinanza per il risarcimento dei danni provocati ai beni pubblici.
A Milano arrivano 500 militari, ma senza poteri di polizia giudiziaria
Il provvedimento prevede anche il rafforzamento della presenza militare a Milano, con l’impiego di ulteriori 500 unità delle Forze armate fino al 31 dicembre 2026.
I militari opereranno con funzioni di agenti di pubblica sicurezza, ma non potranno esercitare i poteri propri della polizia giudiziaria.
Non saranno quindi autorizzati a effettuare arresti o fermi preventivi. Potranno invece procedere all’identificazione delle persone e, nei limiti previsti, a perquisizioni nei casi di flagranza di reato.
L’ipotesi iniziale di attribuire ai militari competenze più ampie, anticipata dal ministro della Difesa Guido Crosetto, non è stata mantenuta nel testo approvato, dopo le interlocuzioni con il Quirinale.
Sicurezza e diritto di manifestare: il nuovo equilibrio al centro del dibattito
Il nuovo decreto Sicurezza segna un ulteriore irrigidimento delle norme destinate a contrastare la violenza nelle piazze e i fenomeni di criminalità urbana.
L’ampliamento del fermo preventivo, l’introduzione di nuovi reati e il rafforzamento delle misure cautelari rappresentano gli aspetti principali di un intervento che potrebbe aprire un confronto sul rapporto tra esigenze di ordine pubblico, libertà di manifestazione e garanzie individuali.
Particolare attenzione sarà rivolta all’applicazione concreta delle nuove disposizioni, soprattutto per quanto riguarda il coinvolgimento dei minorenni, la responsabilità dei genitori e la distinzione tra partecipazione pacifica a una protesta e condotte penalmente rilevanti.
Con l’approvazione del Consiglio dei ministri si apre ora la fase di attuazione del provvedimento, destinato a incidere sugli strumenti di prevenzione e repressione dei reati connessi alle manifestazioni pubbliche e alla sicurezza urbana.

