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Politica

La nostra sicurezza contro la guerra e le diseguaglianze

di Giuliano Pennacchio

L’anno che ci separa dall’elezioni politiche sarà quello più importante per la Repubblica e per la democrazia del nostro paese. Grande protagonista sarà il tema della sicurezza che, come in giro per il mondo, è il tema portante che funge da volano alle destre.

Abbiamo il compito di declinare la sicurezza con i nostri valori. La sicurezza è, innanzitutto, una richiesta di protezione per i cittadini, ma ricordiamoci che sin dalla nascita la sinistra è stata quella forza cha si è battuta per un lavoro dignitoso, per la salute e l’istruzione accessibili per tutti; quindi la sinistra, fin dai suoi albori, ha reclamato sempre sicurezza intesa come protezione. Dobbiamo riuscire a declinare la parola sicurezza con una nuova idea; è da qui che parte una sfida difficile. Questo è stato l’incipit con cui Roberto Speranza deputato PD ed ex Ministro della Salute, ha aperto, ieri, il suo intervento nel presentare, nella bella cornice della Domus Ars di Via Santa Chiara a Napoli, il libro ‘La nostra sicurezza contro la guerra e le diseguaglianze’.

La sala è piena, il parterre è delle grandi occasioni, con la partecipazione del Sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, del Presidente della Giunta Regionale Roberto Fico, coordinati dalla prof.ssa Giovanna De Minico.

Roberto Speranza, continua la sua narrazione, affermando che non sono ammesse incertezze a sinistra nel ribadire che la sicurezza in senso stretto, cioè quella legata all’incolumità fisica, deve essere garantita. Questa questione investe di più, infatti, i soggetti più deboli delle nostre città, dagli anziani, alle donne, ai bambini.

Assicurare, quindi, nuove assunzioni per le forze dell’ordine così come per la polizia locale è una questione importante da sostenere, a differenza delle scelte dell’ attuale Governo, che voltando il capo dall’altra parte, ha negato, nei suoi Decreti Sicurezza, i finanziamenti per implementare il personale delle forze dell’ordine.

La sicurezza viene declinata dalla destra nostrana e da quella mondiale come la possibilità di ogni individuo nel fare da sé; si vuole a tutti costi imitare il modello americano che prevede la vendita libera di armi, con tutto quello che ne consegue.

Dobbiamo, invece, ribadire che la sicurezza è la pace, è il lavoro buono, è il diritto alla salute, la certezza della cura e un Servizio Sanitario Pubblico accessibile per tutti, un ambiente sostenibile che faccia i conti con l’innalzamento delle temperature, è la possibilità che le periferie delle nostre città siano riqualificate sia con nuove infrastrutture, sia con l’insediamento di scuole e di centri culturali.

La sicurezza, in definitiva, è un bene comune da tutelare e occorre affrontare la domanda di protezione sociale tenendo conto di un contesto segnato da guerre, da diseguaglianze, dall’impoverimento del lavoro e il deperimento dei servizi pubblici. La sicurezza deve essere intesa non soltanto come difesa dai reati o narrazione emergenziale, ma come garanzia dei diritti fondamentali. La sinistra che, come grande forza che si batte per l’uguaglianza, non può abdicare alla sua funzione storica di difesa sociale.

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