Decreto Sicurezza, il governo accelera dopo Torino: scudo penale e fermo preventivo
Dopo gli scontri di Torino, il governo torna a spingere con decisione sul decreto Sicurezza. L’esecutivo guidato da Giorgia Meloni intende sfruttare quanto accaduto nel capoluogo piemontese per accelerare l’approvazione di un nuovo pacchetto di misure, superando le perplessità che nei giorni scorsi avevano portato Palazzo Chigi a rallentare, anche per il timore di possibili rilievi da parte del Quirinale.
Un vertice è previsto oggi a Palazzo Chigi, annunciato dalla presidente del Consiglio dopo la visita ai poliziotti rimasti feriti negli scontri. L’obiettivo è definire il contenuto finale del decreto, che potrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri già mercoledì.
“Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa nazione”, ha dichiarato Meloni, tornando anche a sollecitare un atteggiamento più rigoroso da parte della magistratura: “Mi aspetto che questi episodi vengano valutati per quello che sono, senza esitazioni, affinché alle denunce seguano conseguenze concrete”.
Le misure allo studio
Tra i punti centrali del decreto c’è lo scudo penale per le forze dell’ordine, che mirerebbe a evitare l’iscrizione automatica nel registro degli indagati per gli agenti che fanno uso delle armi in servizio. Accanto a questo, il governo punta a una linea dura sugli immobili occupati abusivamente, prevedendo lo sgombero di tutte le occupazioni, non solo della prima casa.
Nel pacchetto figurano anche limiti più stringenti sui ricongiungimenti familiari e il taglio dei benefici a chi commette reati pur vivendo a carico dello Stato. A confermarlo è stato il vicepremier Matteo Salvini, che ha ribadito la volontà di portare in Cdm un decreto “completo al 100%”, comprensivo di tutte le misure sulla sicurezza e della tutela rafforzata per gli agenti.
Uno dei punti più controversi riguarda il fermo preventivo dei manifestanti ritenuti pericolosi, sulla base di elementi come il possesso di caschi o armi improprie. La misura, secondo le ipotesi, potrebbe durare da 12 fino a 48 ore. “Se ci sono fondati sospetti, è dovere dello Stato trattenere queste persone”, ha affermato Salvini, facendo riferimento anche ai grandi eventi internazionali in arrivo, come le Olimpiadi.
Piantedosi: “A Torino matrice eversiva”
Sulla stessa linea il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha parlato di una manifestazione con “finalità e metodi di matrice eversiva, potenzialmente terroristica”. Secondo il titolare del Viminale, non ci sarebbero stati errori nella gestione dell’ordine pubblico, sottolineando l’identificazione preventiva di circa 800 persone, oltre 50 delle quali straniere.
Per Piantedosi, con il nuovo decreto già in vigore la situazione sarebbe stata diversa: “Il fermo di polizia per almeno 12 ore avrebbe consentito di bloccare preventivamente soggetti di cui si conoscono intenzioni e attitudini”. Una misura che, secondo il ministro, esiste già in altri Paesi europei “senza che nessuno gridi all’attentato alla democrazia”.
Le reazioni dell’opposizione
Nel dibattito è intervenuta anche la segretaria del Pd Elly Schlein, che ha riferito di aver contattato Meloni per evitare “strumentalizzazioni”. “Le forze dell’ordine sono un patrimonio dello Stato, non una questione di parte”, ha detto, invitando le istituzioni a unire il Paese in momenti delicati.
Schlein ha ribadito che la sicurezza è un tema serio anche per il centrosinistra e ha ricordato le proposte avanzate dal Pd, come l’utilizzo delle risorse destinate ai centri in Albania per assumere nuovi agenti e colmare le carenze di organico nelle forze dell’ordine.
Un vertice è previsto oggi a Palazzo Chigi, annunciato dalla presidente del Consiglio dopo la visita ai poliziotti rimasti feriti negli scontri. L’obiettivo è definire il contenuto finale del decreto, che potrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri già mercoledì.
“Faremo quello che serve per ripristinare le regole in questa nazione”, ha dichiarato Meloni, tornando anche a sollecitare un atteggiamento più rigoroso da parte della magistratura: “Mi aspetto che questi episodi vengano valutati per quello che sono, senza esitazioni, affinché alle denunce seguano conseguenze concrete”.
Le misure allo studio
Tra i punti centrali del decreto c’è lo scudo penale per le forze dell’ordine, che mirerebbe a evitare l’iscrizione automatica nel registro degli indagati per gli agenti che fanno uso delle armi in servizio. Accanto a questo, il governo punta a una linea dura sugli immobili occupati abusivamente, prevedendo lo sgombero di tutte le occupazioni, non solo della prima casa.
Nel pacchetto figurano anche limiti più stringenti sui ricongiungimenti familiari e il taglio dei benefici a chi commette reati pur vivendo a carico dello Stato. A confermarlo è stato il vicepremier Matteo Salvini, che ha ribadito la volontà di portare in Cdm un decreto “completo al 100%”, comprensivo di tutte le misure sulla sicurezza e della tutela rafforzata per gli agenti.
Uno dei punti più controversi riguarda il fermo preventivo dei manifestanti ritenuti pericolosi, sulla base di elementi come il possesso di caschi o armi improprie. La misura, secondo le ipotesi, potrebbe durare da 12 fino a 48 ore. “Se ci sono fondati sospetti, è dovere dello Stato trattenere queste persone”, ha affermato Salvini, facendo riferimento anche ai grandi eventi internazionali in arrivo, come le Olimpiadi.
Piantedosi: “A Torino matrice eversiva”
Sulla stessa linea il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, che ha parlato di una manifestazione con “finalità e metodi di matrice eversiva, potenzialmente terroristica”. Secondo il titolare del Viminale, non ci sarebbero stati errori nella gestione dell’ordine pubblico, sottolineando l’identificazione preventiva di circa 800 persone, oltre 50 delle quali straniere.
Per Piantedosi, con il nuovo decreto già in vigore la situazione sarebbe stata diversa: “Il fermo di polizia per almeno 12 ore avrebbe consentito di bloccare preventivamente soggetti di cui si conoscono intenzioni e attitudini”. Una misura che, secondo il ministro, esiste già in altri Paesi europei “senza che nessuno gridi all’attentato alla democrazia”.
Le reazioni dell’opposizione
Nel dibattito è intervenuta anche la segretaria del Pd Elly Schlein, che ha riferito di aver contattato Meloni per evitare “strumentalizzazioni”. “Le forze dell’ordine sono un patrimonio dello Stato, non una questione di parte”, ha detto, invitando le istituzioni a unire il Paese in momenti delicati.
Schlein ha ribadito che la sicurezza è un tema serio anche per il centrosinistra e ha ricordato le proposte avanzate dal Pd, come l’utilizzo delle risorse destinate ai centri in Albania per assumere nuovi agenti e colmare le carenze di organico nelle forze dell’ordine.

