De Magistris incontra Fini, seduta del Consiglio si “sposta” a Roma
ROMA – Prima la seduta del Consiglio comunale simulata davanti alla Camera dei deputati, poi il sindaco di Napoli Luigi De Magistris entra a Montecitorio per incontrare Gianfranco Fini “a cui ho sollevato – spiega ai giornalisti subito dopo l’incontro con il presidente – aspetti critici e nodi di un tema serio come il decreto ‘ammazza-Comuni'”. Il primo cittadino partenopeo definisce cosi’ il provvedimento del governo che prevede un piano di rientro per i Comuni in pre-dissesto. Misure, dice, “che mettono in ginocchio i Comuni e i cittadini di conseguenza, nonostante la centralita’ che rivestono in un momento di difficolta’ come questo”.

Il decreto colpisce tutti, premette De Magistris, “ma bisogna poi considerare il caso di Napoli, dove abbiamo un debito ereditato di circa 1,5 mld a cui si aggiungono 900 mln di disavanzo”. Eppure la questione, assicura, potrebbe essere risolta diversamente, evitando di affamare i Comuni. Come? “Eliminando le spese inutili, a cominciare dai cacciabombardieri”. Ma anche portando “il piano di rientro dal debito da cinque a dieci anni” e “intervenendo su alcune voci di spesa nel patto di stabilita’”. Qualcosa, insomma, bisogna inventarsi, “tanto piu’ considerando – sottolinea – che siamo virtuosi, abbiamo tagliato spese e consulenze, abbiamo tutte le carte in regola per non essere abbandonati. E siamo venuti a Roma con grande dignita’, di certo non col cappello in mano”. Se il provvedimento dovesse diventare legge, “noi ce la faremo comunque – assicura – ma cio’ vorrebbe dire abbandonare i Comuni al loro destino. Noi parliamo con rispetto al governo, chiediamo all’esecutivo di fare altrettanto”.
