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Celentano, unica novità a Sanremo

Adriano Celentano

NAPOLI (di Vittorio Ferreri) – Si è concluso il “festival” caratterizzato da parolacce, vacuità ed ovvietà, per non parlare della volgare e pilotata protesta,come ha sottolineato lo stesso Morandi, nei confronti di Celentano da parte di alcuni “ spettatori “ presenti in sala. La Rai chiamando Celentano, si aspettava e voleva la provocazione per ottenere alta audience e di conseguenza contratti pubblicitari consistenti; dandogli la massima libertà di parola Celentano, nell’esprimere le sue opinioni, ha tenuto fede a quanto gli era stato consentito. Trovo ammirevole che a,74 anni abbia ancora tanta voglia di mettersi in gioco e che abbia voluto devolvere in beneficenza il suo cachet, basta questo a rendere la sua presenza meritoria. Celentano ha voluto puntualizzare, nel suo attacco alle testate   “ Famiglia cristiana” e “Avvenire”, che dovrebbero preoccuparsi di assolvere la loro funzione precipua e dare spazio ad argomenti inerenti alla chiesa e non politici. Inoltre, nell’esprimersi, ha bandito dalle sue parole ogni ipocrisia e, nella televisione odierna , popolata da tanti ipocriti al servizio del “potere “, diventa encomiabile chi ha l’onestà intellettuale di dire ciò che pensa. Inoltre Celentano ci ha regalato l’ascolto di suoi brani musicali molto belli, particolarmente quello eseguito  con Morandi, laddove gareggiavano canzoni deludenti. Poiché Sanremo è il festival della canzone, tra le tre finaliste ritengo che la più meritoria anche per l’esecuzione vocale sarebbe stata “La notte” . Mi auguro che il prossimo sia un vero “Festival della canzone” dove il merito e il testo siano i due elementi alla base della scelta dei concorrenti perché Sanremo ridiventi Sanremo .

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