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Caso Ruby, premier a processo il 6 aprile

MILANO – Si aprirà il prossimo 6 aprile l’udienza del processo a carico del premier Silvio Berlusconi, accusato di concussione e prostituzione minorile. Lo ha stabilito il gip di Milano Cristina Di Censo, disponendo il rito immediato nei confronti del premier. Sarà un collegio composto da tre donne, i giudici della quarta sezione penale di Milano, Carmen D’Elia, Orsolina De Cristofaro e Giulia Turri, a giudicare il capo del governo. «Non ci aspettavamo nulla di diverso» ha commentato a caldo l’avvocato Piero Longo, uno dei legali del premier. Quanto al fatto che il collegio giudicante è composto da sole donne, il legale ha osservato: «Già ci sono nel processo Mills; benissimo, le donne sono gradite e qualche volta anche gradevoli».

NO COMMENT DEL PREMIER – No comment, invece, da parte del presidente del Consiglio, che ha lasciato Mineo senza fare dichiarazioni sulla vicenda Ruby e la decisione del gip. Berlusconi è uscito a bordo di un’auto dal residence degli Aranci, dopo aver tenuto un sopralluogo nella struttura che potrà ospitare migliaia di immigrati sbarcati in Sicilia. Il capo del governo ha deciso inoltre di non prendere parte, come previsto, alla conferenza stampa alla Prefettura di Catania, ma di rientrare immediatamente a Roma per impegni improrogabili.

VIMINALE E KARIMA «PARTI LESE» – Dal decreto del giudice per le indagini preliminari si evince inoltre che Ruby «Rubacuori» e il ministero dell’Interno sono parti lese nel processo. Karima El Mahroug, in arte Ruby, è persona offesa nel procedimento in relazione al reato di prostituzione minorile contestato a Berlusconi in quanto il premier avrebbe commesso atti sessuali con la giovane in cambio di denaro o altre utilità dal febbraio al maggio dello scorso anno, quando la ragazza non aveva ancora 18 anni. Il ministero dell’Interno, invece, è parte offesa in relazione al reato di concussione ipotizzato nei confronti del presidente del Consiglio in relazione alla telefonata che il premier fece nella notte tra il 27 ed il 28 maggio scorso in questura a Milano per ottenere il «rilascio» di Ruby che era stata portata negli uffici della polizia in seguito alla denuncia di un furto. Figurano come parti lese anche tre funzionari della Questura di Milano, il capo di gabinetto Pietro Ostuni, e i funzionari Giorgia Iafrate e Ivo Morelli, i quali, secondo l’ accusa, avrebbero subito pressioni dal premier. In linea teorica, la presidenza del Consiglio potrebbe costituirsi parte civile in rappresentanza del ministero dell’Interno che a sua volta è parte lesa in relazione sempre al reato di concussione contestato a Berlusconi.

GIÙ MEDIASET – Repentino peggioramento per Mediaset all’annuncio del giudizio immediato per Silvio Berlusconi. Le azioni del gruppo televisivo cedono l’1,7% a4,765 euro e viaggiano in fondo al Ftse Mib. (Corriere della Sera)

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