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Bagnoli, acqua inquinata e bonifiche non realizzate

NAPOLI – (di Daniele Pallotta) – Una manifestazione, organizzata dall’Assise cittadina per denunciare gli effetti della gestione del litorale di bagnoli negli ultimi anni.

Assemblea pubblica dell'Assise di Bagnoli (foto di Andrea Baldo) ©2010 RIPRODUZIONE RISERVATA

Il divieto di balneazione. I rappresentanti dell’Assise ricordano che vige il divieto di balneazione in quell’area: la Relazione denominata “Elaborazione e valutazione dei risultati della caratterizzazione ambientale dei fondali e arenili del sito di bonifica di Napoli Bagnoli – Coroglio” realizzata dall’ICRAM (Istituto Centrale per la ricerca scientifica e tecnologica applicata al mare) ha portato nell’agosto 2006 all’ordinanza sindacale n.1304 in cui si disponeva l’inibizione del litorale Bagnoli Coroglio. La colmata di sostanze inquinanti, come catrame ed idrocarburi, sversate nel corso di decenni dagli impianti industriali dell’ex-italsider e da navi di trasporto, si è accumulata nei fondali del litorale bagnolese e dalla fine degli anni ‘70 ad oggi non è stata rimossa. “Alcuni tentativi, come la realizzazione di barriere artificiali, per limitare la pericolosità ambientale della colmata sono stati fatti, ma si tratta di misure parziali e temporanee; la relazione dell’ICRAM ha dimostrato che il litorale non è balneabile. Tuttavia nel mese di giugno nelle acque di Bagnoli si è svolta una gara di nuoto valida per il campionato italiano Grand Prix di mezzo fondo.” Spiegano i membri dell’Assise.

Le concessioni ai privati. Le spiagge del litorale sono state in gran parte cedute alla gestione di privati. Il prezzo per l’accesso ai lidi per persona supera i dieci euro. Le spiagge sono sempre affollate, nonostante l’acqua inquinata. Massimo Di Dato, rappresentante dell’Assise cittadina di Bagnoli denuncia che “ non è stato possibile avere accesso agli atti di autorizzazione concessi dal Comune di Napoli e dalle Autorità Portuali. Le concessioni sono state rinnovate nonostante una sentenza di primo grado del tribunale di Napoli abbia fatto sperare in un cambiamento di direzione”.Di Dato segnala che il gestore dell’ Arenile e presidente del consorzio Comaba, Umberto Frenna, è, di fatto, il gestore di gran parte delle spiagge del litorale bagnolese: “i cittadini di bagnoli chiedono che la spiaggia sia gestita da un ente pubblico, e che i servizi offerti siano facoltativi e non onerosi come quelli imposti dai privati oggi”. L’assise denuncia che “a causa delle feste organizzate dai lidi spesso il traffico si ingorga, generando un potenziale pericolo in caso di emergenze; e i rumori notturni provenienti dai lidi impediscono di dormire”.

L’aggressione.Mentre al microfono un rappresentante dell’Assise affermava che la gestione privata dei lidi portava benefici non alla collettività, ma a pochi imprenditori e a qualche lavoratore stagionale pagato a nero, un signore sui trent’anni è intervenuto, negando più volte quanto il relatore dell’assise diceva. Alcune persone hanno invitato il signore a parlare al microfono, ed è iniziata una discussione. Un ragazzo stava riprendendo con una fotocamera la scena; il signore sui trent’anni, resosi conto di essere ripreso, ha sferrato un violento schiaffo sulla mano del ragazzo, facendo volare la fotocamera a terra. Sono intervenuti tre carabinieri senza divisa d’ordinanza, che hanno preso le generalità del signore, del ragazzo, e di altre persone presenti durante l’accaduto.

Bagnoli futura. Massimo Di Dato sostiene che “il progetto di bonifica, riqualificazione, creazione di servizi del terziario per l’area di Bagnoli è ancora in alto mare. Anzi allo stato attuale quel progetto è stato sostituito da un nuovo progetto della società a capitale pubblico Bagnoli Futura, che prevede l’edificazione di palazzi, alberghi, negozi. Ma è necessario che sia portata prima a termine la bonifica, che la colmata a mare sia completamente rimossa. Dopo la bonifica noi cittadini chiediamo che queste aree divengano patrimonio della collettività, quindi vadano in gestione pubblica, e che non siano affidati a speculatori privati, che porterebbero al degrado uno dei litorali più belli del mondo.”

©2010 RIPRODUZIONE RISERVATA

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