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Attentato a Donald Trump a Washington: spari durante il gala dei corrispondenti, fermato l’aggressore

Washington – Momenti di panico nella serata tra il 25 e il 26 aprile durante il tradizionale gala dei corrispondenti della Casa Bianca, ospitato all’hotel Hilton di Washington. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è sfuggito a un attentato armato avvenuto a pochi metri da lui, mentre partecipava all’evento insieme a esponenti di primo piano dell’amministrazione e a circa 2.600 giornalisti.

Secondo le prime ricostruzioni, un uomo ha aperto il fuoco nella lobby dell’albergo, scatenando il caos tra i presenti. Gli agenti dei servizi segreti sono intervenuti immediatamente, evacuando il presidente e il vicepresidente JD Vance in sicurezza. Trump è rimasto illeso, mentre un agente è rimasto ferito, ma non sarebbe in pericolo di vita.

L’aggressore, identificato come Cole Tomas Allen, 31 anni, originario della California, è stato fermato sul posto. Durante gli interrogatori avrebbe dichiarato di voler colpire membri dell’amministrazione Trump, senza indicare esplicitamente il presidente come obiettivo diretto.

Nel salone, la reazione è stata immediata: giornalisti e invitati si sono rifugiati sotto i tavoli e dietro le colonne per proteggersi dagli spari. L’episodio ha inevitabilmente richiamato alla memoria il precedente storico del 1981, quando nello stesso luogo fu ferito il presidente Ronald Reagan in un attentato.

Nonostante lo shock, Trump ha rilasciato una breve dichiarazione, affermando che l’attacco “non lo distoglierà” dai suoi obiettivi politici, inclusa la gestione delle tensioni internazionali, citando in particolare il conflitto con l’Iran.

Immediata la reazione della comunità internazionale. La presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni ha espresso solidarietà, sottolineando che “nessun odio politico può trovare spazio nelle democrazie”. Sulla stessa linea anche la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, che ha parlato direttamente con Trump ribadendo che “la violenza politica non ha posto nelle nostre società”.

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