Allarme bomba su 18 voli in Europa, scatta l’indagine sulle mail anonime
Una nuova ondata di allarmi bomba ha investito il traffico aereo europeo, provocando deviazioni di voli, interventi delle forze di sicurezza e controlli straordinari negli aeroporti. Sono almeno 18 gli aerei interessati dalle segnalazioni nella giornata di giovedì 5 novembre, con diversi collegamenti da e verso l’Italia. Al momento nessuna delle minacce ha trovato riscontro nelle verifiche effettuate dalle autorità.
Al centro delle indagini ci sono alcune email anonime, scritte in italiano, inviate agli indirizzi di società e gestori aeroportuali. Gli investigatori stanno cercando di capire se dietro gli episodi possa esserci un’unica regia, anche alla luce dei numerosi falsi allarmi registrati nei giorni precedenti.
Sei voli italiani coinvolti, scattano le scorte militari
Particolarmente significativa la situazione negli aeroporti di Milano Malpensa e Roma Fiumicino, interessati complessivamente da sei collegamenti.
Tra gli episodi più rilevanti figura quello del volo Finnair AY1761, partito da Helsinki e diretto a Roma. L’aereo è stato accompagnato fino all’aeroporto di Fiumicino da due caccia Eurofighter dell’Aeronautica militare italiana, mobilitati in seguito alla segnalazione della possibile presenza di un ordigno a bordo.
Momenti di tensione anche per il volo Aer Lingus EI402, decollato da Dublino e diretto nella capitale italiana. Il velivolo è stato dirottato verso la base aerea francese di Évreux, a ovest di Parigi, con l’intervento di caccia militari francesi.
A Milano Malpensa, invece, le minacce hanno interessato il volo Wizz Air W46387 diretto a Varsavia, deviato su Vienna, e il collegamento Wizz Air W43064 per Bucarest. Coinvolti anche due aerei in arrivo nello scalo lombardo: il volo Aegean Airlines A3552 proveniente da Salonicco e il Ryanair FR8953 decollato da Porto.
Le segnalazioni hanno determinato l’attivazione delle procedure di sicurezza previste, senza che finora siano emersi elementi in grado di confermare la presenza di esplosivi.
Le minacce arrivate via email: si indaga su un possibile coordinamento internazionale
Secondo quanto riferito da fonti investigative, gli allarmi relativi ai voli Helsinki-Roma e Dublino-Roma sarebbero partiti da un’unica email anonima, recapitata nelle prime ore del mattino ad Aeroporti di Roma e ad altre società operative nello scalo di Fiumicino. Il messaggio, redatto in italiano, riportava nell’oggetto la dicitura “segnalazione minaccia”.
Un’altra comunicazione, sempre in italiano, è stata ricevuta da un ufficio dell’aeroporto di Malpensa. Il testo indicava con precisione le compagnie aeree, i numeri dei voli, gli aeroporti di provenienza e gli orari di arrivo dei due aerei successivamente sottoposti ai controlli.
Una delle email sarebbe stata firmata dai cosiddetti “combattenti dello Stato Maschile”, una sigla sulla quale sono ora concentrati gli approfondimenti investigativi. L’utilizzo di questa firma non costituisce, tuttavia, una prova dell’identità degli autori.
Sul caso lavorano gli investigatori della Polizia di frontiera aerea e della Polizia postale. Le prime informative saranno trasmesse alle procure territorialmente competenti, che potranno procedere all’apertura di fascicoli d’indagine.
Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un coordinamento su scala europea. Sono stati infatti attivati i canali di cooperazione internazionale per individuare i server utilizzati per l’invio delle comunicazioni e ricostruire il percorso informatico dei messaggi.
Le prime verifiche suggeriscono che alcune email potrebbero essere state spedite attraverso account compromessi oppure mediante servizi di posta elettronica orientati alla tutela dell’anonimato, come Proton Mail. Elementi che rendono più complessa l’identificazione dei responsabili.
Gli inquirenti non escludono inoltre possibili collegamenti con le minacce recapitate nei giorni scorsi ad altri voli europei e a circa 280 istituti scolastici.
Allarmi anche in Bulgaria, Repubblica Ceca e Spagna
L’ondata di segnalazioni non ha riguardato soltanto gli aeroporti italiani.
In Bulgaria sono stati interessati diversi collegamenti, tra cui il Madrid-Sofia di Ryanair, il Copenaghen-Sofia e il volo Ryanair FR1730 partito da Londra Stansted, successivamente dirottato sull’aeroporto di Plovdiv.
Segnalazioni sono arrivate anche per il volo Finnair Helsinki-Vienna e per un collegamento LOT tra Varsavia e Bruxelles.
Nella Repubblica Ceca le autorità hanno ricevuto minacce relative a quattro aerei diretti a Praga, operati, secondo quanto riferito dall’agenzia AFP, da Ryanair, easyJet e Sky Express.
Ulteriori episodi si sono verificati all’aeroporto di Madrid-Barajas, dove sono stati ispezionati tre velivoli. Due provenivano dall’Italia: il volo Iberia IBE0658 da Roma Fiumicino e l’IBE0668 da Milano Linate, entrambi atterrati regolarmente nella capitale spagnola.
Una segnalazione ha interessato anche il volo Air Europa AEA1027, in partenza da Madrid e diretto a Parigi.
I controlli effettuati dagli specialisti della Guardia Civil non hanno evidenziato la presenza di ordigni.
Una sequenza di falsi allarmi iniziata nei giorni scorsi
Gli episodi del 5 novembre si inseriscono in una serie di minacce che da alcuni giorni sta interessando il trasporto aereo europeo.
Martedì erano stati segnalati dieci allarmi bomba, tutti successivamente risultati falsi. Lunedì, invece, un volo Wizz Air partito da Londra Luton e diretto a Sofia era stato costretto a effettuare un atterraggio d’emergenza a Budapest dopo una minaccia analoga.
La ripetizione degli episodi, la diffusione geografica delle segnalazioni e le modalità utilizzate per trasmetterle hanno rafforzato l’attenzione degli investigatori sull’eventualità di un’azione coordinata.
Restano tuttavia da chiarire sia l’identità degli autori sia le motivazioni delle minacce.
Air France-KLM: «Mai visto un simile livello di coordinamento»
A commentare la situazione è intervenuto anche Ben Smith, amministratore delegato di Air France-KLM, che in un’intervista al Financial Times ha sottolineato il carattere insolito degli episodi.
“Non credo che abbiamo mai visto prima un simile livello di coordinamento”, ha dichiarato il manager, precisando che le compagnie del gruppo non risultano, almeno finora, direttamente coinvolte.
Smith ha comunque invitato i passeggeri a non modificare i propri programmi di viaggio, assicurando che il settore dispone degli strumenti necessari per limitare le conseguenze operative delle minacce e garantire elevati standard di sicurezza.
Sulla vicenda è intervenuta anche la Commissione europea. Il commissario ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, ha ribadito che qualsiasi minaccia contro i civili è inaccettabile, sollecitando una stretta collaborazione tra autorità nazionali, compagnie aeree, gestori aeroportuali e forze dell’ordine.
Lo stesso commissario ha però invitato alla prudenza, evidenziando che le indagini sono ancora in corso e che sarebbe prematuro stabilire con certezza l’esistenza di collegamenti tra tutti gli episodi.
Sicurezza aerea sotto osservazione, ora la parola agli investigatori
Mentre proseguono le verifiche, l’attenzione si concentra sulle possibili ripercussioni per i passeggeri e per le compagnie aeree. Anche in assenza di esplosivi, ogni segnalazione comporta l’attivazione di procedure che possono determinare ritardi, deviazioni, controlli supplementari e interruzioni temporanee delle operazioni aeroportuali.
La priorità delle autorità resta garantire la sicurezza dei viaggiatori e individuare chi sta alimentando la sequenza di falsi allarmi.
Le prossime attività investigative saranno decisive per capire se le minacce siano riconducibili a singoli responsabili oppure a un’azione organizzata su più Paesi europei. Per il momento, l’unico dato accertato è l’assenza di riscontri concreti alle segnalazioni di ordigni, mentre rimane aperta la ricerca degli autori delle email.
Al centro delle indagini ci sono alcune email anonime, scritte in italiano, inviate agli indirizzi di società e gestori aeroportuali. Gli investigatori stanno cercando di capire se dietro gli episodi possa esserci un’unica regia, anche alla luce dei numerosi falsi allarmi registrati nei giorni precedenti.
Sei voli italiani coinvolti, scattano le scorte militari
Particolarmente significativa la situazione negli aeroporti di Milano Malpensa e Roma Fiumicino, interessati complessivamente da sei collegamenti.
Tra gli episodi più rilevanti figura quello del volo Finnair AY1761, partito da Helsinki e diretto a Roma. L’aereo è stato accompagnato fino all’aeroporto di Fiumicino da due caccia Eurofighter dell’Aeronautica militare italiana, mobilitati in seguito alla segnalazione della possibile presenza di un ordigno a bordo.
Momenti di tensione anche per il volo Aer Lingus EI402, decollato da Dublino e diretto nella capitale italiana. Il velivolo è stato dirottato verso la base aerea francese di Évreux, a ovest di Parigi, con l’intervento di caccia militari francesi.
A Milano Malpensa, invece, le minacce hanno interessato il volo Wizz Air W46387 diretto a Varsavia, deviato su Vienna, e il collegamento Wizz Air W43064 per Bucarest. Coinvolti anche due aerei in arrivo nello scalo lombardo: il volo Aegean Airlines A3552 proveniente da Salonicco e il Ryanair FR8953 decollato da Porto.
Le segnalazioni hanno determinato l’attivazione delle procedure di sicurezza previste, senza che finora siano emersi elementi in grado di confermare la presenza di esplosivi.
Le minacce arrivate via email: si indaga su un possibile coordinamento internazionale
Secondo quanto riferito da fonti investigative, gli allarmi relativi ai voli Helsinki-Roma e Dublino-Roma sarebbero partiti da un’unica email anonima, recapitata nelle prime ore del mattino ad Aeroporti di Roma e ad altre società operative nello scalo di Fiumicino. Il messaggio, redatto in italiano, riportava nell’oggetto la dicitura “segnalazione minaccia”.
Un’altra comunicazione, sempre in italiano, è stata ricevuta da un ufficio dell’aeroporto di Malpensa. Il testo indicava con precisione le compagnie aeree, i numeri dei voli, gli aeroporti di provenienza e gli orari di arrivo dei due aerei successivamente sottoposti ai controlli.
Una delle email sarebbe stata firmata dai cosiddetti “combattenti dello Stato Maschile”, una sigla sulla quale sono ora concentrati gli approfondimenti investigativi. L’utilizzo di questa firma non costituisce, tuttavia, una prova dell’identità degli autori.
Sul caso lavorano gli investigatori della Polizia di frontiera aerea e della Polizia postale. Le prime informative saranno trasmesse alle procure territorialmente competenti, che potranno procedere all’apertura di fascicoli d’indagine.
Tra le ipotesi al vaglio c’è quella di un coordinamento su scala europea. Sono stati infatti attivati i canali di cooperazione internazionale per individuare i server utilizzati per l’invio delle comunicazioni e ricostruire il percorso informatico dei messaggi.
Le prime verifiche suggeriscono che alcune email potrebbero essere state spedite attraverso account compromessi oppure mediante servizi di posta elettronica orientati alla tutela dell’anonimato, come Proton Mail. Elementi che rendono più complessa l’identificazione dei responsabili.
Gli inquirenti non escludono inoltre possibili collegamenti con le minacce recapitate nei giorni scorsi ad altri voli europei e a circa 280 istituti scolastici.
Allarmi anche in Bulgaria, Repubblica Ceca e Spagna
L’ondata di segnalazioni non ha riguardato soltanto gli aeroporti italiani.
In Bulgaria sono stati interessati diversi collegamenti, tra cui il Madrid-Sofia di Ryanair, il Copenaghen-Sofia e il volo Ryanair FR1730 partito da Londra Stansted, successivamente dirottato sull’aeroporto di Plovdiv.
Segnalazioni sono arrivate anche per il volo Finnair Helsinki-Vienna e per un collegamento LOT tra Varsavia e Bruxelles.
Nella Repubblica Ceca le autorità hanno ricevuto minacce relative a quattro aerei diretti a Praga, operati, secondo quanto riferito dall’agenzia AFP, da Ryanair, easyJet e Sky Express.
Ulteriori episodi si sono verificati all’aeroporto di Madrid-Barajas, dove sono stati ispezionati tre velivoli. Due provenivano dall’Italia: il volo Iberia IBE0658 da Roma Fiumicino e l’IBE0668 da Milano Linate, entrambi atterrati regolarmente nella capitale spagnola.
Una segnalazione ha interessato anche il volo Air Europa AEA1027, in partenza da Madrid e diretto a Parigi.
I controlli effettuati dagli specialisti della Guardia Civil non hanno evidenziato la presenza di ordigni.
Una sequenza di falsi allarmi iniziata nei giorni scorsi
Gli episodi del 5 novembre si inseriscono in una serie di minacce che da alcuni giorni sta interessando il trasporto aereo europeo.
Martedì erano stati segnalati dieci allarmi bomba, tutti successivamente risultati falsi. Lunedì, invece, un volo Wizz Air partito da Londra Luton e diretto a Sofia era stato costretto a effettuare un atterraggio d’emergenza a Budapest dopo una minaccia analoga.
La ripetizione degli episodi, la diffusione geografica delle segnalazioni e le modalità utilizzate per trasmetterle hanno rafforzato l’attenzione degli investigatori sull’eventualità di un’azione coordinata.
Restano tuttavia da chiarire sia l’identità degli autori sia le motivazioni delle minacce.
Air France-KLM: «Mai visto un simile livello di coordinamento»
A commentare la situazione è intervenuto anche Ben Smith, amministratore delegato di Air France-KLM, che in un’intervista al Financial Times ha sottolineato il carattere insolito degli episodi.
“Non credo che abbiamo mai visto prima un simile livello di coordinamento”, ha dichiarato il manager, precisando che le compagnie del gruppo non risultano, almeno finora, direttamente coinvolte.
Smith ha comunque invitato i passeggeri a non modificare i propri programmi di viaggio, assicurando che il settore dispone degli strumenti necessari per limitare le conseguenze operative delle minacce e garantire elevati standard di sicurezza.
Sulla vicenda è intervenuta anche la Commissione europea. Il commissario ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, ha ribadito che qualsiasi minaccia contro i civili è inaccettabile, sollecitando una stretta collaborazione tra autorità nazionali, compagnie aeree, gestori aeroportuali e forze dell’ordine.
Lo stesso commissario ha però invitato alla prudenza, evidenziando che le indagini sono ancora in corso e che sarebbe prematuro stabilire con certezza l’esistenza di collegamenti tra tutti gli episodi.
Sicurezza aerea sotto osservazione, ora la parola agli investigatori
Mentre proseguono le verifiche, l’attenzione si concentra sulle possibili ripercussioni per i passeggeri e per le compagnie aeree. Anche in assenza di esplosivi, ogni segnalazione comporta l’attivazione di procedure che possono determinare ritardi, deviazioni, controlli supplementari e interruzioni temporanee delle operazioni aeroportuali.
La priorità delle autorità resta garantire la sicurezza dei viaggiatori e individuare chi sta alimentando la sequenza di falsi allarmi.
Le prossime attività investigative saranno decisive per capire se le minacce siano riconducibili a singoli responsabili oppure a un’azione organizzata su più Paesi europei. Per il momento, l’unico dato accertato è l’assenza di riscontri concreti alle segnalazioni di ordigni, mentre rimane aperta la ricerca degli autori delle email.

