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In Campania arriva il primo “Thanksgiving Tree Patch” d’Italia

Un angolo d’America nel cuore della Campania, dove la tradizione del Thanksgiving incontra il rispetto per l’ambiente e il desiderio di riscoprire il valore delle piccole cose. Dal 7 al 29 novembre, il Giardino delle Zucche di Emily Turino, a Pignataro Maggiore, ospita il primo “Thanksgiving Tree Patch” d’Italia, un’iniziativa che porta nel Casertano le atmosfere autunnali del New England, trasformando il Giorno del Ringraziamento in un’occasione per riflettere sulla gratitudine, sulla natura e sulla sostenibilità.

Al centro dell’esperienza non ci saranno soltanto le specialità gastronomiche americane, ma soprattutto gli alberi. I visitatori potranno passeggiare in una distesa verde, scegliere il proprio “albero della gratitudine”, prelevarlo conservandone le radici e successivamente ripiantarlo nel proprio giardino o donarlo a qualcuno che disponga di uno spazio adatto. Un gesto dal forte valore simbolico, che punta a lasciare un segno concreto anche dopo la conclusione della manifestazione.

Ogni albero potrà essere decorato con messaggi, dediche e pensieri di riconoscenza rivolti a persone care, esperienze vissute o semplicemente alle piccole gioie quotidiane. Un modo originale per reinterpretare il significato del Thanksgiving, una delle ricorrenze più sentite negli Stati Uniti, tradizionalmente legata al raccolto, alla famiglia e alla condivisione.

«Scegliere un albero e ripiantarlo significa contribuire, con un gesto concreto, a un futuro con più verde», sottolinea Emily Turino, ideatrice del progetto. L’obiettivo è sensibilizzare i partecipanti sull’importanza della tutela ambientale, promuovendo anche il concetto di depaving, la rimozione delle superfici pavimentate per restituire spazio alla vegetazione. La piantumazione potrà avvenire anche in aree pubbliche, previo accordo con i responsabili degli spazi interessati.

Ma il Thanksgiving è anche convivialità e tradizione culinaria. Per questo, nel Giardino delle Zucche non mancherà un’area street food dedicata ai sapori tipici della festa americana. Protagonista della tavola sarà il tacchino arrosto con il tradizionale ripieno, lo “stuffing”, accompagnato dalle immancabili salse gravy e cranberry sauce, a base di mirtilli rossi. A completare il menù, contorni autunnali e preparazioni a base di zucca, ingrediente simbolo della stagione. Prevista anche un’alternativa vegetariana, per consentire a tutti di partecipare all’esperienza gastronomica.

Particolare attenzione sarà riservata alle scuole e ai più piccoli, con un percorso didattico pensato per avvicinare i bambini alla natura attraverso l’osservazione, la creatività e la partecipazione diretta. L’iniziativa propone un approccio di educazione sentimentale alla natura, invitando gli studenti a sviluppare un legame affettivo con l’ambiente e a trasformarlo in comportamenti responsabili.

Le scolaresche potranno scegliere collettivamente un albero, decorarlo con i propri pensieri di gratitudine e ripiantarlo in uno spazio idoneo dell’istituto, dove potrà crescere insieme agli alunni, diventando nel tempo un simbolo di appartenenza e cura condivisa.

Tra le attività previste anche il “leaf picking”, la raccolta delle foglie cadute, che diventeranno protagoniste di laboratori creativi. Attraverso forme, colori e consistenze, i bambini potranno scoprire il ciclo delle stagioni e imparare a osservare con maggiore attenzione ciò che li circonda.

Il progetto punta così a coniugare intrattenimento, gastronomia e sensibilizzazione ambientale, offrendo alle famiglie un’esperienza diversa dal consueto. Un Thanksgiving che, accanto alla tradizionale festa del raccolto, introduce un messaggio di responsabilità verso il territorio e le generazioni future.

Dal 7 al 29 novembre, dunque, Pignataro Maggiore si prepara a vivere un autunno dal sapore americano, tra alberi da piantare, foglie da raccogliere, piatti della tradizione statunitense e pensieri da condividere. Perché, quest’anno, il Ringraziamento in Campania non sarà soltanto una festa da celebrare a tavola, ma anche un’occasione per lasciare alla natura qualcosa che possa continuare a crescere.

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